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Imperia. Sono 213 i dipendenti dell’Asl 1 contagiati dal coronavirus nei due mesi di emergenza sanitaria. I casi finiti sotto la lente dell’Inail che ricorda come i contagi da Covid 19 di medici, infermieri e altri operatori dipendenti del Servizio sanitario nazionale e di qualsiasi altra struttura sanitaria pubblica o privata assicurata devono essere considerati a tutti gli effetti come infortuni sul lavoro. Il periodo preso in esame va dal 1 marzo al 1 maggio. Un’epidemia che ha colpito non solo infermieri, ma anche Oss, programmatori, medici, dirigenti, collaboratori tecnici, ostetriche, assistenti amministrativi, radiologi. All’inizio dell’emergenza, ovvero tra il 1 e il 15 marzo i contagiati erano 33, ma il dato è cresciuto in modo preoccupante tra il 16 marzo e il 1 aprile con 123 casi, di questi 75 infermieri e 19 Oss, ma anche 17 dirigenti medici. La situazione è migliorata nella prima quindicina di aprile. Tra il 2 e il 15 aprile i casi denunciati all’Inail sono scesi a 38, la maggior parte sono coadiutori amministrativi senior contagiati dal coronavirus. La curva è scesa a 19 casi tra il 16 aprile e il 1 maggio per un totale i 213 dipendenti Asl 1 finiti sotto osservazione.

I sindacati continuano a monitorare la situazione, nel frattempo Tiziano Tomatis, segretario provinciale della Fp Cgil e Riccardo Ronca, responsabile di Uil Fpl Ponente Ligure hanno presentato un esposto alla magistratura chiedendo espressamente che «gli organi competenti possano eseguire gli opportuni accertamenti e valutare la sussistenza di eventuali profili contrari alle Leggi dello Stato». Nico Zanchi segretario provinciale della Cisl Fp chiede, invece, l’applicazione di «condizioni di miglior favore» a tutela dei dipendenti. «Asl e alcune case di riposo – dice – stanno seguendo protocolli di autotutela per il personale che condividiamo e vorremmo che venissero estesi nel resto della regione attraverso incontri e tavoli di discussione».

Nonostante la curva dell’epidemia sia scesa sindacati e personale infermieristico e medico chiedono il massimo rigore e quindi di non abbassare la guardia. Nel frattempo i sei nuovi infermieri della Marina Militare arrivati due giorni fa, provenienti da Taranto, Roma e La Spezia, sono entrati in servizio nelle case di riposo dell’Imperiese.

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