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Come è noto, Savona è una città dove vivono moltissimi anziani, spesso soli, tante famiglie con cani (8.500 animali) e gatti (oltre 9.000), molte altre persone con gravi problemi di salute e dove si trovano un grande ospedale e una decina di strutture di ricovero di persone malate, anziane o disabili (residenze protette e residenze sanitarie assistite); e tanti animali selvatici.

Si tratta di cittadini, ed animali che, come dimostra la raccolta di firme iniziata lo scorso anno ed ancora in corso dalla Protezione Animali, mal sopportano i decibel creati dai fuochi artificiali; e che sono allarmati dalla notizia che, reperiti fondi e sponsor, il comune di Savona li organizzerà questa estate e probabilmente il prossimo capodanno.

Per venire incontro alle esigenze di tutti, sia di chi non li sopporta che di chi li apprezza, molti comuni, tra cui recentemente Torino, hanno sfruttato la moderna tecnologia e scelto sistemi all’avanguardia, quali fontane o droni luminosi, che illuminano silenziosamente il cielo, destando meraviglia pari o superiore ai rumorosi fuochi “tradizionali”.

La Protezione Animali ha quindi chiesto ufficialmente al Sindaco Caprioglio ed all’assessore Scaramuzza, sperando nella loro comprensione e nel loro impegno a favore di tutti i cittadini, di abolire la manifestazione o, in alternativa, di scegliere i moderni fuochi senza rumori; e si augura che anche gli sponsor insistano su questa soluzione, che eviterà di metterli in una cattiva luce agli occhi dei tanti cittadini contrari.

Enpa Savona presenterà inoltre al Comune nei prossimi mesi la petizione antifuochi, già sottoscritta da oltre mille savonesi e che, chi ancora non lo avesse fatto, potrà firmare presso la sede dell’associazione in via Cavour 48 r, da lunedì a sabato, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.

Ad ogni manifestazione si verificano casi di fughe di cani e gatti terrorizzati e che spesso non vengono più ritrovati o muoiono investiti dalle auto; senza contare i volatili che ormai vivono in città e che solo in parte si stanno abituando (colombi, tortore, passeri, merli, storni, cornacchie, gabbiani, taccole, rapaci), alcuni dei quali vengono trovati morti o sono soccorsi dai volontari dell’Enpa il giorno dopo, per ferite, spavento o fatica nell’estemporanea fuga dai posatoi. Anche per questo i fuochi sono stati proibiti, in provincia, da molti comuni: Altare, Bardineto, Boissano, Borghetto S.Spirito, Borgio Verezzi, Giustenice, Magliolo, Millesimo, Pietra Ligure, Rialto, Roccavignale, Spotorno, Toirano, Tovo S. Giacomo, Villanova d’Albenga.

C.S.

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