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Mentre l’attenzione è rivolta al Festival della canzone italiana, una categoria di lavoratori silenziosi e tenaci porta avanti la sua battaglia: i pescatori professionisti. Le loro voci, spiega Legacoop Liguria in una nota, si levano contro le norme stringenti dell’Unione Europea, considerate vessatorie e spesso inapplicabili alla realtà della pesca italiana.

Pescherecci demoliti e prodotto ittico importato: un paradosso inaccettabile. La demolizione di imbarcazioni per limitare la pesca rischia di creare un vuoto incolmabile, favorendo l’importazione di prodotto ittico da paesi con standard inferiori in termini di lavoratori, sicurezza, tracciabilità e igiene. Per Legacoop Liguria è un paradosso che danneggia l’economia italiana e priva i consumatori di prodotti freschi e di alta qualità.

La piccola pesca artigianale ligure: un patrimonio da difendere. In Liguria, quasi 500 imbarcazioni di tipo tradizionale, a conduzione familiare, solcano il mare ogni giorno. La loro attività rappresenta un patrimonio prezioso, non solo in termini economici, ma anche culturali e identitari. La pesca del gambero viola di Sanremo e del tonno rosso sono solo due esempi della ricchezza e della varietà che caratterizzano la pesca ligure.

Oltre le 12 miglia: un Far West del mare. Le regole europee si fermano a 12 miglia dalla costa, creando un Far West del mare dove imbarcazioni extra UE pescano senza limiti. Il tonno rosso, abbondante nelle nostre acque, viene catturato da pescatori stranieri, mentre i nostri restano a guardare.

Controlli sì, ma proporzionati. I pescatori non sono contrari ai controlli, anzi, li considerano necessari per la tutela del mare e delle risorse ittiche. Tuttavia, chiedono controlli proporzionati e realistici, che non si traducano in multe salate per errori minimi o nell’installazione di sistemi di monitoraggio elettronico costosi e ingombranti su piccole imbarcazioni.

Un futuro incerto per la pesca italiana. Terminato il Festival di Sanremo, le proteste dei pescatori continueranno. È tempo che le istituzioni europee e nazionali prendano atto delle loro criticità e trovino soluzioni concrete per tutelare una categoria fondamentale per l’economia e la cultura del nostro paese.

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