Centro espulsioni ad Albenga, in consiglio un ordine del giorno ad hoc

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Albenga. «Il Cie ad Albenga non s'ha da fare», almeno questo è quanto ribadisce la maggioranza e il sindaco Giorgio Cangiano che ha trasformato la delicata questione in un ordine del giorno che sarà votato martedì in consiglio comunale. «La ventilata ipotesi di aprire un centro d’espulsione per immigrati irregolari ad Albenga e più precisamente nell’ex caserma Piave di Albenga va accantonata, deve finire in archivio – dice con forza il sindaco albenganese – Lo abbiamo ribadito in una recente assemblea pubblica insieme ai rappresentanti politici e ai rappresentanti delle categorie intervenuti. Anche la cittadinanza hanno dimostrato ferma contrarietà. Mi auguro che anche la Lega (all’opposizione in consiglio comunale ndr) prenda la stessa posizione: no al Cie ad Albenga». Forza Italia con il capogruppo Ciangherotti ha già fatto sapere che voterà a favore dell’ordine del giorno.

L’Amministrazione ingauna, nel suo ordine del giorno, chiede che anche la Regione chiarisca la sua posizione dopo le affermazioni del governatore Toti che, sul destino della Piave, aveva ipotizzato l’apertura del Cie. Frase che ha sollevato un vespaio di polemiche e che non è stata smentita né dalla Regione Liguria, ma che ha trovato la condivisione del capogruppo in Regione delle Lega Nord, partito di maggioranza, Franco Senarega: «Albenga ha investito in altri settori: nel turismo delle crociere ad esempio con un altissimo gradimento da parte dei passeggeri della Costa che apprezzano il centro storico e i suoi tesori – dice Cangiano – Gli obiettivi della città sono quindi ben altri che non l’insediamento di un centro per l’espulsione degli immigrati irregolari. Tra l’altro la caserma Piave – ricorda il sindaco - è di proprietà della Cassa depositi e prestiti che avrebbe pianificato interventi di riqualificazione della struttura con scopi turistici e residenziali. Le caratteristiche, inoltre, non appaiono idonee alla luce del disposto della legge Minniti/Orlando». Cassata la proposta anche da parte dell’aeroporto di Villanova, scalo che potrebbe essere utilizzato per i rimpatri: «Sono stati avviati interessanti accordi per potenziare la business aviation, anche con compagnie internazionali, con importanti ricadute sul turismo locale. E alcune di queste hanno già iniziato ad utilizzare il Rivierairport. Non vi sono altri settori sui quali abbiamo manifestato interessi».

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