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Per gli agricoltori la parola d’ordine è velocità. Completamente assente nel prendere le decisioni per le festività natalizie, ora fondamentale per dare una via d’uscita alle imprese del settore alle prese con una crisi gravissima.

«Qualcuno i soldi proprio non li ha. Neppure per far fronte alle principali scadenze fiscali – sottolinea Aldo Alberto, presidente di Cia Liguria . I nostri associati hanno investito sulla sicurezza, hanno fatto acquisti per essere pronti ad accogliere le famiglie nelle festività. Ora tutto non serve più: dalla merce alle ristrutturazioni dei locali».

Ieri il Premier Conte si è affrettato a promettere nuovi Ristori.

«Ma la realtà è che di quelli precedenti ne sono arrivati solo una parte. E molte scadenze fiscali sono state solo rimandate – ricorda Federica Crotti, presidente di Turismo Verde Cia Liguria che raggruppa gli agriturismi regionali –. L’incertezza alla quale ci hanno costretti fino all’ultimo rappresenta la negazione di ogni sforzo imprenditoriale che le nostre strutture hanno saputo mettere in campo in questi anni».

Gli strumenti per sostenere le imprese ci sono. Ma senza procedure urgenti non si va da nessuna parte.

«Dai Ristori alle misure contenute nel PSR, per arrivare alla liquidazione delle risorse previste dal Fondo per la Ristorazione, ci sono alcuni percorsi che è possibile concludere rapidamente – conclude Aldo Alberto . Ma non c’è più tempo. Le decisioni a livello nazionale e a livello locale devono essere immediate. Inutile celebrare il ruolo centrale di chi garantisce la tenuta della catena agro alimentare e poi minare alle fondamenta con l’incertezza interi settori economici».

c.s.

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