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Loano. Anche il Comune di Loano aderirà alla undicesima edizione di “Earth Hour – L’Ora della Terra”, la grande mobilitazione globale dei cittadini e delle comunità di tutto il pianeta per la lotta al cambiamento climatico promossa dal WWF.

Loano parteciperà alla manifestazione internazionale spegnendo le luci che illuminano la Torre Pentagonale e Porta Passorino nella serata di sabato 30 marzo. In questo modo la cittadina rivierasca si unirà alle migliaia di altre località che si “spegneranno” in tutto il mondo, dal Pacifico alle coste atlantiche, in una grande iniziativa globale per rendere esplicita la volontà di essere uniti nella sfida globale al cambiamento climatico, una sfida che “nessuno può pensare di vincere da solo”.

“Spegnere la luce di una casa, di un edificio, di un monumento, l’illuminazione di una strada o di una particolare area di una città per un’ora è un gesto semplice, eppure altamente simbolico – notano il sindaco di Loano Luigi Pignocca e l’assessore all’ambiente Manuela Zunino – Sabato 30 marzo le città di tutto il mondo si uniranno per rispondere ‘presente’ alla sfida globale che il cambiamento climatico impone. Il cambiamento climatico minaccia di devastare gli ecosistemi, la biodiversità, la straordinaria ricchezza della vita sulla Terra grazie alla quale deriva il nostro benessere, la nostra salute, la nostra sicurezza e il nostro sviluppo e la vita di centinaia di milioni di persone sul pianeta. Tale sfida può essere vinta soltanto se tutti insieme (istituzioni locali in primis) mettiamo in atto azioni concrete come quelle contenute nell’Accordo di Parigi, oggetto della recente Conferenza delle Parti di Katovice in Polonia”.

L’edizione 2018 di “Earth Hour” ha registrato un nuovo record di partecipazione: ben 188 tra paesi e territori in cui individui, aziende e organizzazioni si sono mobilitati per chiedere impegni concreti sulla perdita della natura, dopo che 550 scienziati hanno lanciato l’allarme sul “pericoloso declino” della biodiversità globale. Lo scorso anno quasi 18 mila tra monumenti e simboli hanno spento le proprie luci mentre nel mondo sono stati generati oltre 3,5 miliardi di messaggi sui social network e sul web attraverso #EarthHour, #connect2earth e tutti gli hashtag correlati. Su scala nazionale, circa 400 sono stati i comuni, di cui 14 capoluoghi di regione, che hanno aderito spegnendo le luci di un monumento. Più di 100 sono stati gli eventi organizzati dai volontari Wwf con il coinvolgimento di altre associazioni e dei cittadini.

Ogni anno, ogni giorno, alla luce dei dati scientifici che ci confermano come si rischi di superare i precedenti record del riscaldamento globale che mettono a rischio gli equilibri ecologici del pianeta e minaccino la sicurezza e la stessa esistenza dell’umanità, appaiono sempre più necessari e urgenti azioni concrete che rivoluzionino le scelte energetiche, i trasporti e tutti i settori economici e scelte coraggiose nella pianificazione e gestione delle nostre città e nella manutenzione del territorio e delle risorse naturali. Scelte queste ultime, ancora più necessarie nel nostro paese quando si pensi alle problematiche diventate ormai ordinarie relative all’adattamento ai cambiamenti climatici delle nostre aree urbanizzate e non.

c.s.

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