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Albenga: precisazioni dal Comune sulla vendita della farmacia comunale

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Albenga. L’Amministrazione comunale di Albenga in merito alla vicenda della farmacia comunale precisa:

«Spiace leggere le inconsistenti ed arroganti dichiarazioni della consigliera di minoranza Cristina Porro in relazione alla sentenza emessa dal Consiglio di Stato.

Cristina Porro, che sebbene sia da tempo segretaria cittadina sella Lega non è stata ritenuta credibile neppure dal suo partito tanto è vero che non è stata candidata sindaco e neppure consigliere regionale, assume con tono saccente che la sentenza avrebbe evidenziato una figuraccia della passata Giunta comunale perché sarebbero emersi “clamorosi vizi formali e sostanziali”.

Se prima di esprimersi Cristina Porro , che fra l’altro è anche avvocato, avesse letto la sentenza forse avrebbe evitato l’ennesima brutta figura e avrebbe appreso che lo stesso Consiglio di Stato ha ritenuto la vicenda particolare e complicata.

Si tratta infatti di una sentenza emessa dalla Corte Europea, dopo che era stata indetta la gara, che ha ritenuto non applicabile una norma del diritto italiano ancora attualmente vigente, ossia l’art. 12 della legge 362/1991 che stabilisce la prelazione dei farmacisti comunali in caso di vendita di una farmacia comunale.

È chiaro quindi che i dirigenti che hanno redatto il bando dovessero prevedere tale disposizione se no avrebbero fatto un atto contro la legge.
La Corte Europea ha ritenuto la prelazione prevista dal diritto italiano incondizionata e quindi contraria ai principi comunitari.

Il Consiglio di Stato ha dovuto inoltre analizzare la complessa questione della retroattività della sentenza della Corte Europea anche a casi in cui il bando era stato già pubblicato ed ha stabilito che essendo quella emessa una sentenza interpretativa assuma un carattere retroattivo.
Il Consiglio di Stato non ha attribuito la gara a chi aveva proposto il ricorso al TAR disponendo espressamente di procedere con un nuovo bando inserendo non la prelazione ( come previsto dalla legge italiana) ma un punteggio premiale per i farmacisti.

È palese quindi la complessità e particolarità della questione è l’inconsistenza di quanto affermato da Cristina Porro che probabilmente spera di recuperare un pochino di credibilità dopo le svariate e clamorose sconfitte elettorali.»

c.s.

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