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Albenga. Si sposta online, causa misure emergenziali per la pandemia da Coronavirus, l’appuntamento con l’arte di “Formae Lucis – passi tra bagliori di bellezza”, la campagna di eventi ideata dall’Ufficio Beni culturali per la promozione del patrimonio artistico della Diocesi di Albenga-Imperia.

Appuntamento via webinar su Zoom venerdì 6 novembre con accesso riservato, e poi successiva messa online visibile a tutti da sabato 14 novembre per l’incontro che vedrà protagonisti S. E. Mons. Guglielmo Borghetti e il professor Lauro Magnani, preside della Scuola di Scienze Umanistiche dell’Università di Genova.

«Come facilmente comprensibile data la contingenza attuale, l’apertura del ciclo di conferenze che Formae Lucis ha programmato con l’Università di Genova non consente la partecipazione in presenza – spiega Don Emanuele Caccia, dell’Ufficio Beni Culturali – L’evento, che vede protagonisti Sua Ecc. Mons. Borghetti e il professor Lauro Magnani, avrà tuttavia luogo in forma di webinar riservato ai soli relatori e sarà reso successivamente fruibile a tutti sul sito di Formae Lucis a partire da sabato 14 novembre».

Sempre online saranno comunicate le date e le modalità di fruizione dei successivi incontri ed eventi della campagna Formae Lucis che, nell’attuale contesto emergenziale, sono ora in via di rimodulazione. L’evento online del 6 novembre inaugura infatti un ciclo di conferenze dedicate al dialogo tra storia dell’arte e visual culture: si tratterà di una introduzione al tema portante degli incontri, cioè l’approccio alle opere d’arte – in particolare quella appartenenti al patrimonio ecclesiastico della Diocesi di Albenga e Imperia – mediato dagli strumenti ermeneutici della cosiddetta cultura visuale.

Come illustra il direttore dell’Ufficio Beni culturali arch. Castore Sirimarco: «la produzione artistica della Chiesa ha sviluppato, in forma precoce e spesso argutissima, capacità comunicative efficaci la cui genialità può essere compresa, oggi ancora di più, proprio grazie all’approccio di cui il Professor Magnani e gli studiosi da lui guidati sapranno fare abilmente uso per una narrazione brillante e inedita. Riteniamo che il difficile momento che stiamo attraversando non faccia altro che rafforzare la già indiscutibile necessità di riferirci a ciò che riguarda le più alte e nobili opere che l’uomo ha saputo creare: quelle delle opere d’arte al servizio di Dio».

Aggiunge Don Emanuele Caccia «queste contemplazioni permetteranno infatti, come sguardi attirati da bagliori di luce, di elevare, in questi tempi incerti, lo sguardo verso il punto da cui quella luce proviene e, grazie a essa, dare forma alla speranza che non muore: la forma della Luce».

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