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l sindaco di Albenga Riccardo Tomatis: “Qual è il confine tra scherzo e bullismo? Quali sono le conseguenze che si generano? Quali i luoghi “fisici” o “virtuali” su cui questi atteggiamenti illeciti si sviluppano?”

Questa mattina, martedì 5 aprile, presso il Multiplex di Albenga si è tenuto il convegno organizzato da Interact Club Albenga – Distretto 2032 e rivolto agli studenti del territorio: “Sbulloniamoci No bullo, Sì party”.

Il convegno si è posto come obiettivo, non solo quello di sensibilizzare i ragazzi sul delicato e attualissimo tema del bullismo e del cyber bullismo, ma anche di farne conoscere i confini e offrire interessanti punti di riflessione.

Proprio in quest’ottica il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis, nei suoi saluti di apertura, ha voluto rivolgersi direttamente ai ragazzi ponendo l’accento in particolare su alcune tematiche:

  • il confine tra “scherzo” e bullismo – tra lecito ed illecito
  • il senso di inadeguatezza che si genera nelle vittime di bullismo
  • l’aspetto social. Oggi, infatti la “piazza” su cui spesso si consumano questi atteggiamenti è quella data dai social network, vere e proprie “casse di risonanza” in grado di generare conseguenze e reazioni a catena che spesso sono difficili da arrestare.

Afferma il sindaco Riccardo Tomatis in apertura al Convegno: “Quando mi è stato presentato questo progetto, in particolare da Costanza Gaudenti dell’Interact Club Albenga, sono stato piacevolmente sorpreso nell’apprendere che un tema tanto attuale e importante fosse stato approfondito, preso a cuore e trattato da ragazzi così giovani, che, con competenza, determinazione e proprietà di linguaggio, hanno voluto farsi parte attiva per sensibilizzare e informare i loro coetanei.

Quella di oggi è stata una giornata altamente formativa che ha offerto molti spunti di riflessione anche grazie alla partecipazione della polizia postale che ha esposto, dal punto di vista pratico oltre che teorico, tutto quello che si cela dietro a questo fenomeno.

Qual è il confine tra scherzo e bullismo? Quali sono le conseguenze che si generano? Quali i luoghi “fisici” o “virtuali” su cui questi atteggiamenti illeciti si sviluppano?

Occorre riflettere su questi e molti altri aspetti e tenere sempre presente che oggi tutto quello che viene scritto e pubblicato sui social può arrivare a migliaia se non milioni di persone e “rimane per sempre”.

Dietro gli schermi ci sono persone. Persone vere, che hanno sensibilità e fragilità. Dobbiamo sempre tenere a mente questo fatto e imparare a non ferire, neanche con le parole.”

Preziose inoltre le testimonianze del comandante provinciale della Polizia Postale Francesco Attilio Lia e il sovrintendente Massimo Vianello, rappresentanti del Centro Nazionale Contro il Bullismo Bulli Stop, e della dottoressa Graziella Cavanna Fondatrice e Direttore dello Sportello Antiviolenza Artemisia Gentileschi che ha presentato i risultato di un questionario distribuito nelle scuole del territorio.

c.s.

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