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Retinopatia del prematuro: al via nuovo screening al Gaslini di Genova

Tempo di lettura: 2 minuti

La retinopatia del prematuro (ROP) è la prima causa di cecità neonatale al mondo, ogni anno sono a rischio oltre 15 milioni di neonati prematuri.

Cos’è

È una malattia vascolare della retina che si manifesta in neonati pretermine, con rischio maggiore quanto minore è il tempo di gestazione e quanto più basso è il peso alla nascita. Durante la vita fetale, i vasi sanguigni che nutrono la retina si sviluppano dal disco ottico verso la periferia, terminando il loro sviluppo poco prima della nascita.

Nel prematuro tale processo viene alterato a causa della somministrazione terapeutica di ossigeno che può inibire una corretta maturazione retinica, favorendo un’eccessiva produzione di un fattore vascolare di crescita (VEGF).

Come risultato si ha la formazione di vasi anomali e di un tessuto anomalo (cresta) al limite tra retina matura e immatura. La proliferazione di tale tessuto determina una trazione sulla retina che porta al suo distacco.

Le cause

È provocata dalla formazione di nuovi vasi nella periferia retinica e nelle sue forme più gravi, se non diagnosticata e curata tempestivamente, può portare ad un distacco della retina.

La genesi riconosce come fattori principali l’immaturità retinica e la somministrazione di ossigeno

terapeutico, (ma anche crisi di apnea, infezioni, trasfusioni, persistenza del dotto di Botallo). Il fattore di rischio più importante è il peso alla nascita, (infatti si è visto che neonati con peso inferiore a 1250 g hanno un rischio grave di sviluppare la retinopatia).

La terapia

Il ruolo dell’oculista nel decidere il trattamento è nell’anticipare l’evoluzione della malattia verso il distacco di retina. Il trattamento di elezione è il laser: la sua funzione è di distruggere la retina periferica non matura poiché è da essa che giunge lo stimolo alla progressione della ROP.

Altra terapia usata in alternativa al laser è l’iniezione di un farmaco che blocca il VEGF. La neutralizzazione di questa sostanza permette alla retina di progredire nel suo normale sviluppo. La diagnosi tempestiva è un elemento fondamentale per la prevenzione.

Secondo le linee guida internazionali vanno sottoposti a visita oculistica tutti i nati prematuri entro le 32 settimane e al di sotto di 1500 gr di peso alla nascita.

La ricerca

La nostra unità operativa sta cercando di valutare un nuovo programma di screening del prematuro con lo scopo di ridurre il numero di pazienti che devono essere sottoposti a visita. Questo è importante perché visitare questi piccolissimi pazienti risulta spesso molto difficile a causa della loro instabilità e li sottopone ad elevato stress.

Analizzando i nostri dati abbiamo identificato i seguenti fattori di rischio:

  • età gestazionale < 28 settimane
  • peso alla nascita < 1051 gr
  • aumento ponderale postnatale < 200 g
  • (tra il 10° e il 19° giorno/ tra il 20°e il 29° giorno / tra il 30° e il 39°giorno) presenza di idrocefalo

Sulla base della nostra esperienza stiamo cercando di formulare delle linee guida più attuali che ci consentano di seguire al meglio questa patologia ancora poco conosciuta ma molto attuale, in quanto la sopravvivenza dei neonati prematuri è in aumento.

Poiché la diagnosi precoce risulta essere il fattore più importante nella riuscita del trattamento, è fondamentale avere delle linee guida sicure, cui potersi affidare per le visite di screening.

c.s.

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