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Durante il 2023 l’artigianato ligure cresce di +0,34% e si piazza al primo posto del nord-ovest. Grasso (Confartigianato): «Nonostante le difficoltà legate agli accadimenti internazionali, anche nel 2023 l’artigianato si conferma la locomotiva del tessuto produttivo ligure, grazie alla capacità di fare impresa dei nostri artigiani e agli strumenti regionali messi a disposizione».

Genova. Il 2023 si chiude con una crescita del +0,34% per l’artigianato complessivo della Liguria, prima regione del nord-ovest e in linea con la media nazionale che si attesta su +0,35%, con 83.262 iscrizioni e 78.843 cessazioni e una differenza positiva di 4.419 imprese. Secondo l’elaborazione dell’Ufficio studi di Confartigianato Liguria sugli ultimi dati Infocamere-Movimprese relativi alla demografia dell’artigianato, su un totale di 43.074 micro imprese attive in Liguria, nel 2023 si sono iscritte 2.967 nuove realtà, mentre 2.821 hanno chiuso i battenti: il trend è in rialzo per il quarto anno consecutivo. 

Osservando i dati relativi ai principali settori artigiani, emerge che sono le costruzioni a trainare la ripresa del settore in Liguria: l’edilizia conta 21.365 microimprese attive e nel 2023 hanno aperto 1.684 nuove realtà, a fronte di 1.465 chiusure, per un saldo positivo di 219 unità (+1%). In leggera sofferenza il manifatturiero, che perde 34 microimprese, frutto di 367 nuove iscrizioni e 401 chiusure d’impresa. Su un totale di 6.659 microimprese manifatturiere attive, il calo è dello 0,51%.

Uno sguardo più nel dettaglio alle province

Genova chiude il 2023 con un totale di 22.264 microimprese artigiane attive. Qui la filiera è calata dello 0,15%, a fronte di 1.462 nuove aperture di attività, e di 1.496 cessazioni, con una differenza in negativo di 34 unità. Prosegue la crescita delle costruzioni: la curva sale del 0,56%, frutto di 857 nuove iscrizioni e 795 chiusure di attività, su un totale di 10.944 microimprese attive. Perde quota invece il manifatturiero artigiano: 3.447 le realtà totali, 159 nuove unità nel corso dell’anno e 211 cessazioni d’impresa. 

Sono 8.457 le microimprese artigiane attive a Savona. 607 le nuove unità imprenditoriali, mentre 572 chiudono i battenti. L’aumento è dello 0,41% (+35 in valore assoluto).  Crescono le costruzioni: 338 aperture, 288 chiusure, su un totale di 4.278 realtà artigiane del settore (+1,18%). Non cresce però il manifatturiero, che perde 7 realtà con 71 aperture e 78 chiusure durante l’anno. 

Imperia la filiera artigiana è composta complessivamente da 7.201 imprese artigiane attive. 530 nuove aperture, 419 saracinesche chiuse. Con +1,54% (111 unità complessive) segna la migliore performance in Liguria. Le costruzioni aumentano del 2,61% rispetto all’anno precedente: 227 chiusure a fronte di ben 329 nuove aperture d’attività, su un totale di 3.998 imprese del settore. Un lieve calo invece per il manifatturiero artigiano che si vede ridotto, nel 2022, di 2 unità.

Veniamo infine alla Spezia: qui l’artigianato complessivo del territorio segna, al 31 dicembre 2023, un +0,66% (+34), frutto di 368 aperture e 334 chiusure d’impresa, su un totale di 5.152 microimprese attive. Nello spezzino spiccano positivamente i dati del manifatturiero, unica provincia con un trend positivo con 87 nuove aperture a fronte di 60 chiusure su un totale di 977 imprese (+2,8%). Lieve invece la crescita nelle costruzioni con un saldo positivo di 5 imprese su un totale di 2.145 attività (160 nuove aperture e 155 chiusure).

«Prima regione per crescita del nord-ovest, – commenta Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – il settore si conferma la locomotiva del tessuto produttivo ligure anche per il 2023. Nonostante le difficoltà legate agli accadimenti internazionali, questi dati sono la conferma della capacità delle nostre imprese artigiane a fare impresa e dell’efficacia degli strumenti creati insieme a Regione Liguria».

c.s.

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