Sara Marzolino: la sua vita spezzata mentre attraversava in un incrocio insieme alla sua amica. Travolta da un’auto che viaggiava a 100 all’ora
A volte basta un attimo per cambiarti la vita, in bene o in male. A Sara Marzolino, 22 anni, gliel’ha tolta per sempre. Un brevissimo intervallo di tempo è stato, infatti, fatale per la giovane che è stata travolta a Genova, nella notte tra l’11 ed il 12 maggio, a pochi metri dalla stazione di piazza Principe da un’auto che viaggiava a 100 km all’ora.
Un’indagine è aperta, un uomo indagato e l’ennesima triste vicenda che descrive la pericolosità di molte strade del nostro Paese. Sul corpo di Sara è stata disposta l’autopsia, un atto doloroso ma dovuto per ricostruire nel dettaglio cosa è accaduto in quegli istanti.
Sara Marzolino, nella notte in cui ha perso la vita, stava attraversando la strada che di lì a poco l’avrebbe portata alla stazione insieme ad un’amica che è rimasta miracolosamente illesa.
Le due erano fuori dalle strisce pedonali in via Buozzi, a Genova, all’altezza dell’incrocio con via Adua. Un attraversamento irregolare che spesso viene effettuato dai pedoni in quella zona ma che non giustifica quello che è successo.
Una Ford Fiesta che, stando ai primi rilievi, pare viaggiasse ad almeno 100 chilometri orari ha investito la giovane. Il corpo di Sara è stato scaraventato a diversi metri di distanza e l’auto è finita contro un semaforo che è stato divelto.
L’auto che ha investito Sara era intestata a un’agenzia di vigilanza privata. Alla guida c’era un uomo di 51 anni che ora è indagato per omicidio stradale. Gli agenti della sezione infortunistica della polizia locale che sono intervenuti sul posto hanno subito sequestrato il cellulare della guardia giurata.
Gli investigatori, coordinati dalla pm Daniela Pischetola, vogliono capire perché il vigilante non ha visto le due ragazze. Domanda cruciale e fulcro delle indagini. Tra le ipotesi, infatti, c’è quella che l’uomo fosse distratto dal cellulare.
Il 51enne è risultato negativo all’alcol test, ma resta da capire se al momento dell’impatto fosse occupato a guardare il telefono. Per questo gli inquirenti lo analizzeranno per comprendere se fosse attivo negli attimi drammatici dell’incidente.
Sebbene le due ragazze non stessero attraversando la strada in modo corretto, ignorando le strisce pedonali, resta il fatto che l’auto del 51enne si stesse muovendo in condizioni non idonee per quel tratto stradale. A dare maggiori risposte sarà la telecamera a 360 gradi installata proprio su quell’incrocio per monitorare nel dettaglio il traffico. Dalle immagini si potrebbe capire tutto: i movimenti delle due ragazze ma anche quelle del veicolo così da verificare sia la velocità dell’auto che il comportamento stesso del conducente.
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