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L’Associazione si oppone alla richiesta di slittamenti avanzata da alcune emittenti televisive. «Filiera dell’elettronica già esposta, a settembre 2021 si deve passare al Mpeg-4».

Rispettare la tempistica definita dal Ministero dello Sviluppo economico per il passaggio al nuovo standard del digitale terrestre, niente slittamenti dell’ultima ora. È il messaggio che Andec-Confcommercio ha affidato a una lettera inviata al ministro Giancarlo Giorgetti e alla sottosegretaria Anna Ascani. L’Associazione, che rappresenta importatori, produttori, filiali di case estere dei prodotti di elettronica, ricorda nella missiva che il complesso processo di transizione verso i nuovi standard di trasmissione digitale terrestre ha per obiettivo di liberare le frequenze destinate alle telecomunicazioni, migliorando nel contempo il livello qualitativo delle trasmissioni, e osserva che tutti gli attori della filiera interessata hanno programmato le loro attività in base alla “road map” definita nel 2019.

«Siamo oramai alla vigilia di un passaggio di grande rilevanza – afferma il presidente Andec, Maurizio Iorio – e in questa fase decisiva abbiamo appreso con stupore e preoccupazione della richiesta avanzata da alcuni broadcaster televisivi di rinviare le scadenze operative. Ovviamente, facendo affidamento su quando deciso da tempo, tutta la filiera dell’elettronica di consumo si è esposta commercialmente e soprattutto finanziariamente per poter fornire al mercato i prodotti necessari alla transizione nei tempi previsti ed uno slittamento avrebbe gravissime e ingiustificate ripercussioni».

Per Andec è necessario che il ricambio tecnologico degli apparecchi presenti nelle case degli italiani avvenga in modo progressivo, con tempi compatibili con le dinamiche di acquisto e di vendita e con lo scopo di arrivare alla scadenza del 30 giugno 2022 (il passaggio al nuovo digitale terrestre avrà inizio il primo settembre 2021 e si concluderà il 30 giugno 2022, quando tutte le emittenti avranno cambiato frequenza e saranno passate al nuovo standard di trasmissione, ndr) con il minor numero possibile di apparati non conformi ai nuovi standard televisivi ancora installati.

Gli incentivi stanziati dal Governo e le campagne di comunicazione lanciate nei mesi scorsi non hanno determinato un significativo aumento della domanda, che  inizierà ad essere percepibile solo se “sollecitata” dallo spegnimento del segnale Mpeg-2 di canali di interesse nazionale.

c.s.

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