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Le stime diffuse in occasione della Giornata mondiale del turismo non lasciano dubbi: oltre 14 milioni di viaggiatori scelgono agriturismi e ittiturismi.

Il 27 settembre di quest’anno ricorre la 44esima Giornata mondiale del turismo, importante ricorrenza internazionale istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel settembre 1979 e promossa ogni anno dall’UNWTO (World Tourism Organization a UN Specialized Agency). Celebrazione che vede, per altro – secondo le stime della Coldiretti, basate a loro volta sulle previsioni di Terranostra – l’Italia aggiudicarsi il titolo di Paese leader nel turismo green, con quasi 14 milioni di presenze stimate nel 2023 tra ospiti italiani e stranieri negli oltre 25mila agriturismi e ittiturismi diffusi lungo tutto lo Stivale.

Il turismo enogastronomico in Italia

L’alimentazione si conferma ancora una volta il vero valore aggiunto della vacanza in Italia, leader mondiale del turismo enogastronomico che può, a sua volta, contare sull’agricoltura più green d’Europa. Si parla, infatti, di 5450 i tesori made in Italy censiti oggi, ottenuti secondo regole tradizionali, protratte nel tempo per almeno 25 anni, con 320 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg distribuiti lungo tutto il territorio nazionale.

Tra questi, ben 300 specialità sono liguri, oltre a 8 vini Doc e 4 Igt. Senza dimenticare, poi, la leadership nel biologico del Belpaese, con circa 86mila aziende agricole bio, 10mila agricoltori in vendita diretta nei mercati di Campagna Amica e le numerose iniziative di valorizzazione dell’agroalimentare nostrano.

La Liguria e i suoi agriturismi e ittiturismi d’eccellenza

In questo contesto, è ormai noto a come la nostra bella Liguria – celebre lingua di terra incastonata tra mare e monti, cantata da poeti e letterati e dipinta da alcuni tra gli artisti più celebri di ogni epoca e nazionalità – rappresenti da sempre un luogo ideale, secondo vacanzieri italiani e stranieri, dove trascorrere momenti di relax, d’inverno come d’estate come nei vari ponti di ogni anno.

«Se la cucina a km0 resta la qualità più apprezzata – spiegano Gianluca Boeri Bruno Rivarossa, Presidente di Coldiretti Liguria e Delegato Confederale – a far scegliere le nostre aziende è anche la spinta verso un turismo sempre più sostenibile. Non a caso, l’offerta turistica made in Liguria offre possibilità per tutti i gusti: dai caratteristici e tradizionali agriturismi, cui si aggiungono, lato costa, anche i rinomati ittiturismi, dove gustare pescato del giorno di qualità e a km0, alle mete en plein air, con diversi camping marittimi e collinari che offrono la possibilità di fruire di esperienze uniche a contatto con la natura». Senza dimenticare che «agriturismi e ittiturismi della nostra regione – continuano – rappresentano anche un’ottima base di partenze per visitare i piccoli borghi del territorio, capaci di offrire un patrimonio naturale, paesaggistico, culturale e artistico senza eguali».

Una regione fatta di piccoli, bellissimi “tasselli”

Stando ai dati Istat (ultimo aggiornamento: 1° gennaio 2023), oggi in Liguria i centri abitati sotto i 5mila abitanti sono 185. Ben il 79,06% del totale di comuni presenti nella nostra regione (234, ndr), tutti con ampi margini di accoglienza residenziale in un paesaggio fortemente segnato dalle produzioni agricole che, peraltro, contrastano concretamente il degrado, l’abbandono e il dissesto idrogeologico, fin troppo spesso finito agli onori della cronaca in quanto causa di svariati problemi per il territorio ligure.

I dati del turismo ligure nel 2023

Non a caso, anche secondo gli ultimi report regionali il turismo ligure risulta ancora una volta in crescita rispetto al passato, con un +12,17% di arrivi e un +13,07% di presenze in agriturismi e ittiturismi e nelle strutture extra-alberghiere della nostra regione (che diventano, rispettivamente, +11,14% e +9,79% per gli alberghi) già nel primo semestre dell’anno.

In questo scenario, «i vacanzieri dall’estero – concludono il Presidente ligure e il Delegato Confederale – sono strategici per il comparto turistico ligure, soprattutto perché si tratta di visitatori che tradizionalmente hanno un’elevata capacità di spesa per alloggio, alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e souvenir. Il consumo di pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi e ittiturismi tipici in particolare, ma anche l’acquisto di cibi di strada o specialità enogastronomiche locali, per molti turisti rappresenta la principale motivazione del viaggio in Liguria e in Italia, dove la cultura dell’agroalimentare e della buona cucina rappresentano un unicum a livello internazionale».

c.s.

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