Visita del vescovo Borghetti a Lucca, si respira aria di trasferimento

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Albenga. Di un possibile trasferimento se ne parla dalla primavera scorsa, ma ora il passaggio di consegne potrebbe essere formalizzato anche in tempi neppure tanto lontani. Il vescovo di Albenga e Imperia Guglielmo Borghetti, toscano di Massa Carrara, è in pole position per succedere all’arcivescovo Italo Castellani e quindi a trasferirsi a Lucca. Proprio nel capoluogo toscano Borghetti, accompagnato dal segretario don Luca Gabriel, qualche giorno fa, ha visitato Ilaria del Carretto, quindi ha ammirato come un turista qualsiasi le opere d’arte soffermandosi davanti alla cappella del Volto Santo. Il presule ha visitato nel transetto sinistro le tombe di monsignor Enrico Bartoletti e di monsignor Giuliano Agresti.

Una visita insolita, quella del presule di Albenga, che per alcuni sacerdoti lucchesi rappresenta, probabilmente, i preliminari della successione. Per altri null’altro che una visita di cortesia. Ma un fatto è certo: sulla scrivania di Papa Bergoglio ci sono le dimissioni di monsignor Castellani. Erano state presentate poco prima del suo settantacinquesimo compleanno il mese scorso accompagnate dalla volontà di fare ritorno nella sua città d’origine, Cortona motivate anche dalle sue condizioni di salute. Il Santo Padre, tuttavia, non ha assunto alcuna decisione ed è probabile che voglia ancora prendere tempo. Ma ci sono altre “teste” in corsa per assumere lo stesso incarico di vescovo di Lucca. Uno tra tutti il vicario generale di Firenze monsignor Andrea Bellandi. Vero però che il curriculum di monsignor Guglielmo Borghetti, colui che aiuto naufraghi della Concordia sull’isola del Giglio, è di tutto rispetto sia dal punto di vista pastorale che culturale essendo stato professore e preside dell’istituto interdiocesano di Camaiore intitolato a monsignor Bartoletti. Borghetti, sull’argomento cerca di allontanare ogni curiosità, sostenendo che «Albenga ci sto bene e che non ha alcuna intenzione di lasciare la Diocesi affidata dal Papa tre anni fa».

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