Ventimiglia: sospesi fra paura e solidarietà

Un atto dovuto dalle Forze dell'Ordine, in ossequio al provvedimento comunale, contestato però dalle associazioni di volontariato e solidarietà, che ne hanno dato notizia.

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Ventimiglia. Mentre Londra e l'Occidente ferito dai recenti attacchi, che colpiscono inaspettatamente al cuore le città, nella quotidianità di civili inermi, l'Italia, blindata per le diverse occasioni, rimane terra di approdo e di passaggio per centinaia di migranti, profughi e clandestini.

Una penisola antica e travagliata che, sempre più in sofferenza, si trincera sotto scudi di carta.

Fra questi l'ordinanza, mai utilizzata, fino ai giorni scorsi, emanata dal Sindaco di Ventimiglia, nota alla cronaca per la guerriglia e i focolai di protesta, provocati dalle numerosissime presenze di stranieri, in cerca di un varco verso la confinante Francia. La nuova regola, risalente all'11 agosto 2016, che vieta, per motivi igienico-sanitari, la distribuzione di alimenti ai migranti che, non dichiarando le proprie generalità ai centri si accoglienza e solidarietà, restano in un limbo grigio di inquieto anonimato, ha trovato la sua applicazione il 20 marzo, quando la Polizia di Stato ha fermato tre giovani francesi che, giunti a Ventimiglia a bordo di un'auto carica di generi alimentari e bevande, ne fornivano ai migranti, contravvenendo alle disposizioni del primo cittadino Enrico Ioculano (Pd).

Un atto dovuto dalle Forze dell'Ordine, in ossequio al provvedimento comunale, contestato però dalle associazioni di volontariato e solidarietà, che ne hanno dato notizia.

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