Spiaggia di Laigueglia, i balneari chiedono una tassa di scopo

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Laigueglia. Tassare i balneari per avviare ad esempio interventi di ripascimento strutturati dell’arenile? A Laigueglia si può. O meglio sono gli stessi imprenditori balneari a chiedere l’introduzione di una tassa di scopo. Lo racconta La Stampa oggi in edicola. «Un tributo esplicitamente finalizzato e collegato al perseguimento di specifici obiettivi di volta in volta individuati dal soggetto che la istituisce», la spiega così Natalino Maurizio, uno dei decani dei concessionari di spiagge del borgo marinaro laiguegliese che fa parte anche del direttivo dell’associazione di categoria. Della tassa di scopo ne hanno parlato i vertici dei balneari. «C’è grande entusiasmo attorno a questa proposta lanciata da Mimmo Giraldi che fa parte del direttivo - spiega Giorgia Astraldi, presidente dei bagni marini – speriamo di poter raggiungere l’obiettivo in accordo con il Comune». In sostanza quello che si vorrebbe varare è un tributo di scopo sulla base della superficie di spiaggia occupata da ogni stabilimento balneare. Si tratta quindi di una prestazione patrimoniale che viene richiesta al contribuente. Di rilievo però è la destinazione dei proventi riscossi in questo caso dal Comune. Come succede per la tassa di soggiorno i ricavi della tassa di scopo potranno essere finalizzati per finanziare determinate spese e servizi. In questo caso verrebbero investiti in interventi per la difesa della costa che per Laigueglia assume un’importanza vitale in chiave turistica. Qualcosa del genere è già stato compiuto da tre concessionari di spiagge tra cui lo stesso Natalino Maurizio. Hanno investito 750 mila euro, ancora prima che venissero concesse proroghe per le concessioni demaniali, e attuato un ripascimento rinforzato dell’arenile più a ponente della cittadina ormai verso la conclusione. Un intervento che ha previsto la sistemazione sui fondali di geotubi e pennelli rinforzati per trattenere più sabbia possibile e quindi salvaguardare il litorale. Operazione che ha conquistato l’interesse di altri concessionari e soprattutto del direttivo dell’Associazione che hanno pensato alla tassa di scopo: «Con i soldi incassati dall’imposta – dicono – è possibile pensare ad un intervento da attuare in tutta la baia laiguegliese, dal confine con Alassio a Capo Mele».

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