Savona. Blitz della Polizia nella centrale via Luigi Corsi oltre un chilo di cocaina purissima sequestrata e due arresti.

La droga sequestrata serviva per lo spaccio “estivo”.

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Operazione anti droga portata a termine ieri pomeriggio dalla squadra mobile di Savona. In manette sono finiti Aldo Scalise, 64 anni, resudente a Savona e un albanese di 28 anni, Agustin Zaimi incensurato.

Da alcuni giorni la Polizia teneva sotto stretta sorveglianza, notte e giorno, i movimenti di Aldo Scalise e la sua residenza, segnalata per un insolito via vai di persone, alcune note alle forze dell'ordine come consumatori di cocaina. Secondo quanto trapelato l’uomo era solito “ricevere” a casa i propri clienti, trascorrendo tuttavia la maggior parte della notte fuori.

Il blitz è scattato ieri pomeriggio verso le 14,30, quando gli agenti della squadra mobile hanno visto uscire dal portone una giovane donna, già conosciuta come tossicomane. I poliziotti dopo un'attenta prequisizione hanno rinvenuto nei suoi indumenti (meglio, dal reggiseno) un involucro di cellophane azzurro contenente un grammo e mezzo di cocaina, appena acquistato.

A quel punto i poliziotti hanno fatto irruzione nell’alloggio di Aldo Scalise, dove sono stati sequestrati otto involucri di cocaina, per complessivi otto grammi di droga, un bilancino e denaro per 1500 euro, che l’uomo stava contando, proprio all'arrivo degli agenti.
Nel mentre è sopraggiunto un giovane, che senza rendersi conto dell'operazione in atto, ha chiesto: «C’è zio Aldo?» , ottenendo dai poliziotti la domanada : «E lei chi è?».
Innervossito dalla situazione, l'albanese è stato a sua volta perquisito dalla squadra mobile. Addosso al giovane sono stati trovati 28 grammi di cocaina purissima ancora da tagliare e che sembra avesse portato ad Aldo Scalise, perchè la dividesse in dosi.
La successiva perquisizione nell'abitazione dell’albanese in via Luigi Corsi, ha quindi portato al sequestro di un chilo di cocaina purissima e di altre quindici dosi pronte per essere spacciate.
Scattate per entrambi le manette con l’accusa di detenzione a fini di spaccio e rinchiusi al carcere di Marassi, i due dovranno rispondere per quanto commesso all'autorità giudiziaria competente

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