Liguria premiata dal Gambero Rosso

  • Redazione
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  • Attualità
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La guida ai vini del Gambero Rosso è, per il mondo del vino, quello che la Michelin è per la ristorazione: la si può amare o criticare, si può essere d’accordo con i giudizi (il numero di bicchieri in questo caso), ma rimane il punto di riferimento per la critica. Così, mentre la vendemmia sta terminando, i produttori sono in attesa dei responsi.

E, aspettando che la guida cartacea sia in libreria, il Gambero Rosso anticipa come sempre i primi verdetti, quelli dei tre bicchieri, come dire l’eccellenza dei vini. La Liguria del vino sta crescendo, e il fatto che la guida premi con i 3 bicchieri ben sette vini liguri (ricordiamoci sempre che la produzione regionale è minima rispetto a Piemonte, Toscana, Sicilia o Puglia, solo per citare alcune regioni con produzioni di rilievo) è una conferma di questo trend assolutamente positivo.

In provincia de La Spezia sono stati premiati tre vermentini: Colli di Luni Vermentino Boboli ’17 di Giacomelli, il Colli di Luni Vermentino Lunae Etichetta Nera ’17 – delle Cantine Lunae Bosoni e il Colli di Luni Vermentino Superiore Fosso di Corsano ’17 di Terenzuola.

La provincia di Savona vede la conferma del Pigato Bon in da Bon ’17 di Biovio (Aimone Vio, patron della cantina, è stato due anni fa premiato dal Gambero Rosso, primo ligure, come miglior vignaiolo dell’anno).

Imperia vede i 3 bicchieri del Dolceacqua Beragna ’17 di Ka’ Manciné, il Pigato U Baccan ’16 di Bruna di Ranzo e il Pigato Via Maestra ’16 de La Ginestraia di Cervo.

Scrive il Gambero Rosso: «L’immagine che ci consegnano le nostre degustazioni annuali ci mostra una Liguria enologica in perfetta salute, e in grande spolvero. Cosa non facile dove le vigne sono lembi di terra strappati con forza dall’uomo alla montagna, e dove sono poche ragguardevoli eccezioni le cantine che possono vantare un parco vigne di più di dieci ettari. Attraverso un lavoro di secoli i vignaioli della regione hanno ricavato poggio su poggio, creando muretti di contenimento a secco con le pietre del posto, dove poter piantare viti e ulivi per il fabbisogno familiare». Concludono i critici del Gambero Rosso: «Oggi tutto questo paga: qui si ottengono vini dal carattere unico, da questi terrazzamenti panoramici affacciati sul mare, infatti, non si gode solo un meraviglioso panorama mediterraneo. In questi vini il Mediterraneo lo si respira letteralmente, con i suoi profumi balsamici e di macchia, il vento salmastro, le rocce arroventate dal sole, le erbe aromatiche e gli agrumi, elementi che qui hanno sapori e profumi straordinariamente intensi. La definizione di viticoltura eroica nasce proprio per raccontare queste piccole realtà artigianali, dove ogni vendemmia è un miracolo d’impegno, sudore e fortuna, specie oggi, in epoca di repentini cambiamenti climatici. Molti sono i vini giunti alle nostre degustazioni finali, comunque, a conferma della straordinaria vitalità e del talento dei vignaioli liguri».

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