La Spezia, sequestrata un’area adibita a rimessaggio navale in assenza dei requisiti

Irregolarità approfondite dalla Polizia Locale, Asl, ARPAL e Vigili del Fuoco

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La Spezia. Nel corso di un controllo in materia di lavoro sommerso, i finanzieri del Gruppo e della Sezione Operativa Navale di La Spezia, congiuntamente alla Polizia Locale, hanno individuato a La Spezia un’area, con annesso capannone, adibita a rimessaggio e lavorazioni di carpenteria navale, ove erano in corso lavori di riparazione di imbarcazioni da diporto.

Tali attività lavorative, svolte con intensità in questo periodo dell’anno che vede l’approssimarsi della stagione estiva, devono, però, essere svolte oltre che con lavoratori correttamente assunti, anche nel pieno rispetto degli stessi, ai quali devono essere garantiti ambienti salubri e ben protetti dalle migliori condizioni di sicurezza.

Durante il controllo sono emerse situazioni di evidenti e gravi irregolarità che, approfondite nei giorni successivi, grazie anche al contributo della Polizia Locale di La Spezia, della A.S.L. 5 spezzino, dell’ARPAL e in particolare dei Vigili del Fuoco di La Spezia, che hanno riguardato l’inosservanza alle norme in materia di sicurezza e di prevenzione incendi. Grazie ai sopralluoghi effettuati, è stato appurato che i presidi antincendio previsti non risultavano regolarmente revisionati da lungo tempo, che le uscite di sicurezza erano sbarrate con catene e altri mezzi di fortuna e che erano presenti materiali potenzialmente infiammabili e non opportunamente conservati. Ad aggravare la situazione, è stato constatato che le strutture portanti del capannone utilizzato risultavano prive di qualsivoglia requisito di resistenza al fuoco. Lo scopo dell’intervento, coordinato dalla Guardia di Finanza, al fine di garantirne il fondamentale presidio per la tutela dell’economia legale e per contrastare le attività illecite, svolto in stretta sinergia con le altre Istituzioni, è stato quello di garantire paritarie condizioni di concorrenza tra gli operatori economici e una migliore tutela della sicurezza dei lavoratori. L’attività di servizio si è conclusa con il sequestro di uno stabilimento di circa 2500 mq e la segnalazione alla Procura della Repubblica dei responsabili, per le irregolarità riscontrate.

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