Il rapporto di Legambiente «Mal’aria» boccia Savona

Profumeria Simonini

Savona. Il rapporto di Legambiente «Mal’aria» boccia Savona per il superamento dei livelli dell’ozono nell’aria. Il rapporto fa una classifica dei capoluoghi di provincia che hanno superato con almeno una centralina urbana l’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute. Le rilevazioni sono stata esaminate nell’ottica del decreto che prevede un numero massimo di 25 giorni all’anno (come media su 3 anni) con concentrazioni di ozono nell’aria superiori a 120 µg/m3 come media massima giornaliera, calcolata su otto ore per l’ozono. Dal rapporto Legambiente emerge che a Savona i giorni ozono in eccesso sono stati 28 lo scorso anno, in base alle rilevazioni della centralina di largo Varaldo.

Non si tratta di dati così negativi come quelli della vicina Genova, con 103 giorni di superamento dei limiti dell’ozono, ma che evidenzia comunque una forma di inquinamento. I risultati del rapporto di Legambiente riportano al dibattito sui fattori inquinanti in città che vedono da tempo l’associazione Savona porto elettrico e Italia Nostra attivi nel richiedere misure che contengano le emissioni delle navi da crociera con l’elettrificazione delle banchine. «Che Savona sia una città con inquinamento non c’è dubbio – dice Roberto Cuneo, presidente regionale di Italia Nostra – e i fattori principali secondo noi sono due. Il primo è un esagerato sviluppo del trasporto su camion che continua ad aumentare. Sull’inquinamento delle navi da crociera abbiamo già abbondantemente parlato e da tempo diciamo, ricerche alla mano, che una nave da crociera inquina come mille camion». L’elettrificazione del porto troverebbe un ostacolo nei costi elevati dell’operazione, anche per gli armatori. «E’ un tema che va affrontato – prosegue Cuneo – a Savona l’Arpal non ha mai fatto uno studio sull’inquinamento delle navi da crociera, cosa che invece è stata fatta a La Spezia. Ma finché non verrà fatta una legge, come in Germania e Svezia, che detassa i chilowattora per le compagnie navali, passare all’alimentazione elettrica non converrà agli armatori»

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