Il ponente savonese piange la scomparsa di Mario Fasano

Lo ricorda il fratello Silvio: "Era un uomo mite e buono".

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Gli amici se ne vanno e tra questi oggi inseriamo Mario Fasano. Laiguegliese dal 1959, nato a Gallipoli e trasferitosi poi a Torino, ma da sempre di casa a la Baia del Sole, il prossimo gennaio avrebbe compiuto 81 anni.

Storico fotografo, è mancato ieri mattina all'affetto dei suoi tre fratelli e quattro sorelle, nell'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Un malore lo ha colpito la mattina di Natale nella sua abitazione della cittadina rivierasca.

Rimasto vedovo quindici anni fa dell'amata moglie Mara, era padre di Sabrina, commessa in un negozio di ottica ad Imperia, e di Alessandro, rappresentante di commercio a Torino.

Un personaggio storico per Laigueglia che negli anni 80 del 1900 aveva aperto con altri due inseparabili amici, Fedele e Angelo, “Baia del Sole Tv”, dopo che la sentenza della Corte Costituzionale ritenne illegittimo il monopolio della Rai. Quella televisione che aveva gli studi in piazza Cavour, proprio sopra il negozio di Mario, divenne una piccola scuola per coloro che volevano avvicinarsi al giornalismo, tra i quali “lo Scriba” che per un paio d’anni condusse con Giampaolo Giudice “Percorso netto”, settimanale sportivo con molti ospiti in studio. Seguitissimo il telegiornale con la rassegna stampa e i filmati annunciati proprio da Mario Fasano che seguiva ogni evento del borgo marinaro. Esperienza andata avanti fino agli inizi degli anni 2000.

Mario era un fotografo all’antica, anche negli anni nei quali la tecnologia imponeva nuovi modelli alla professione: «Facile fare il fotografo quando ha una macchina che ti fa tutto, più difficile quando hai uno strumento dove sei costretto a creare una bella immagine» diceva quando lo si incontrava a Laigueglia.

Il negozio era meta di turisti e amici. «Scattava foto che sembravano quadri – lo ricorda così il fratello Silvio che il pomeriggio di Santo Stefano è andato a trovarlo al Santa Corona – Alcune sue foto erano state trasformate in cartoline che, ancora prima di selfie da postare sui social, venivano spedite in ogni parte del mondo: dall’Australia all’America al Giappone. Con i turisti ci sapeva fare. Li accontentava sempre anche con foto originali. Era davvero un artista».

Soave ti sia la terra, amico.

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