Il maltempo in Liguria non si placa, ma intanto si iniziano a contare i danni

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Due giorni di intenso maltempo, la “tempesta perfetta” come la chiamano in molti, hanno investito la Liguria provocando ingenti danni a strutture e stabilimenti balneari. Una furia che, a detta dei veterani del mare, non si era mai vista su queste coste.

Piogge torrenziali, forti venti e mare in burrasca hanno contribuito a creare, su tutta la Liguria da ponente a levante, enormi disagi alla popolazione e numerosi danni per i quali sono dovute intervenire le Forze dell'Ordine ed i Vigili del Fuoco.

La via Aurelia ieri ha visto a Pietra Ligure la chiusura del tratto tra il Km 603 ed il confine con Borgio Verezzi all'altezza del passaggio a livello; mentre a Finale Ligure a causa di una voragine di 6 metri di profondità era stato bloccato il tratto del Malpasso, oggi sistemato e riaperto a tempo di record.

Nemmeno le spiagge e relativi stabilimenti balneari sono stati risparmiati. A distanza di tre giorni, ancora imperversa il maltempo ma già si fa la conta dei danni che, secondo i titolari degli stabilimenti, saranno altissimi, dato che a subire gravi danni non sono state solo le strutture esterne - ormai destinate alla demolizione - ma anche tutta l'attrezzatura di bar e cucina, finita sott'acqua. I meno "fortunati" avranno a che fare anche con più di un metro di sabbia, trasportata dal mare, che ha invaso i locali degli stabilimenti.

Nessuna salvezza per le strutture pubbliche, come ad esempio il molo di Loano devastato dalla furia del mare.

Tanti, troppi i danni che in queste e nelle passate ore si sono registrati in tutta la Liguria, soprattutto nel levante, come Rapallo e Portofino, sempre molto sensibile al fattore maltempo e già in ginocchio dal disastro del crollo del ponte Morandi.

Bisognerà attendere la fine di questa perturbazione, per la quale ARPAL ha diramato già da ieri un'allerta gialla ed arancione sulla regione, per poter iniziare a fare la conta dei danni, ma le previsioni non saranno senz'altro rosee. Intanto i gestori degli stabilimenti e delle limitrofe attività commerciali hanno già iniziato a rimboccarsi le maniche per cercare di salvare il salvabile e ricominciare a tornare, ancora una volta, alla normalità, ma a che prezzo.

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