Il Comune di Alassio si oppone al reintegro di Luigi Tezel

L'amministrazione andrà avanti fino all'Appello

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Alassio. Nel 2016 venne licenziato dal Comune di Alassio perché colpevole di avere scritto, sul suo computer, interpellanze e mozioni per l’opposizione in consiglio comunale. A rendere giustizia a Luigi Tezel, funzionario del Municipio, al centro del cosiddetto “Alassioleaks” che poi aveva presentato ricorso attraverso l’avvocato Nanni Maglione, è stato lo scorso 1 marzo il giudice del lavoro Alessandra Coccoli che ne ha ordinato l’immediato reintegro. Ma ecco la sorpresa. Il sindaco Enzo Canepa che, all’indomani dell’ordinanza, aveva sottolineato di «accogliere al meglio nella struttura operativa del Comune il dipendente che verrà reintegrato con assoluta serenità di tutti» ha proposto un ricorso, sempre al Tribunale del lavoro di Savona. Viene scritto un nuovo capitolo quando lo stesso Tezel, comunque, rientrerà il 3 aprile prossimo negli uffici comunali senza tuttavia conoscere il settore dove svolgerà il suo incarico di funzionario. Inoltre, dalla delibera di giunta, si evince anche che l’avvocato Marco Barilati, il legale che rappresenta gli interessi dell’ente, nella procedura contro il dipendente Luigi Tezel, ha confermato che il compenso gli verrà corrisposto unicamente nel caso l’Appello abbia sorte favorevole per il Comune resistente. Si deduce quindi che, anche nel caso il ricorso dovesse essere respinto, l’ente comunale è pronto a ricorrere anche in Appello

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