Denunciare ai rappresentanti dello Stato il problema dell’abusivismo e della concorrenza sleale nel settore dell’agriturismo

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Cosimo Melacca, presidente nazionale di Agriturist, e Alessandra Cambiaso, leader regionale della stessa associazione, hanno incontrato il prefetto di Genova. E’ solo il primo di una lunga serie di incontri che coinvolgerà gli altri capoluoghi regionali di tutta Italia. Motivo: denunciare ai rappresentanti dello Stato il problema dell’abusivismo e della concorrenza sleale nel settore dell’agriturismo.
E i due presidenti spiegano: «Le aziende turistiche con partita Iva sono sempre più esasperate dall’abusivismo e dalla concorrenza sleale dei B&B e di altre forme di accoglienza extralberghiera (in ascesa anche la ristorazione familiare che va sotto il nome di home restaurant) che stanno crescendo in maniera esponenziale, in virtù, soprattutto, delle opportunità offerte da internet e dai tanti intermediatori operanti attraverso piattaforme digitali. In questo quadro generale, sono sempre più numerosi i soggetti che si promuovono sul web esercitando un’attività tutt’altro che occasionale, spesso senza nessuna autorizzazione, e a prezzi stracciati. Tra l’altro non offrono nessuna assicurazione dal punto di vista della responsabilità civile nei confronti dei propri ospiti che, nel caso avessero un incidente nella piscina di questi abusivi o attraverso l’alimentazione che abusivamente viene fornita agli ospiti, non sarebbero coperti sotto nessun punto di vista assicurativo. Gli abusivi, peraltro, sono suscettibili di essere perseguiti penalmente perché non dichiarano gli ospiti alla pubblica sicurezza, al contrario delle attività turistiche con partita Iva che sono costretti a farlo. Ogni giorno, in tutta Italia, nascono decine e decine di strutture che, in molti casi, esercitano abusivamente o semplicemente inviando una lettera per comunicare l’avvio dell’attività al Comune di residenza, senza alcuna partita Iva e senza regole particolari da rispettare»
Agriturist stima che ci si trovi di fronte ad almeno 15 miliardi di mancato gettito fiscale. L’Istat parla addirittura di un’evasione del 50% annuo, che di fatto significa che i gestori abusivi possono offrire ospitalità a prezzi inferiori del 30% rispetto alle strutture professionali.

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