Decreto Sicurezza e Immigrazione: in Liguria i sindaci dibattono sulla sua applicazione

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Il Decreto Sicurezza e Immigrazione, il primo provvedimento recante la firma di Matteo Salvini in quanto Ministro dell’Interno, andrà a disporre nuove misure legali su alcuni temi molto delicati, quali terrorismo, lotta alle Mafie e pubblica sicurezza. Inizialmente era stato pensato come due testi distinti, ma è stato successivamente accorpato al provvedimento sull’Immigrazione.

Negli ultimi giorni è diventato oggetto di dibattito per l’opinione pubblica, poiché numerosi sindaci si sono mostranti in forte disaccordo, in particolare sulla parte concernente i provvedimenti sull’immigrazione. Fatto che è stato criticato da fonti provenienti da Palazzo Chigi, poiché l’ordinamento giuridico italiano non attribuisce ai sindaci il potere di operare un sindacato di costituzionalità delle leggi, le stesse fonti hanno affermato che: “disapplicare una legge che non piace equivale a violarla, con tutte le conseguenti responsabilità”.

Anche in Liguria si dibatte sul decreto Sicurezza e Immigrazione, da un lato ci sono i sindaci che manifestano la loro approvazione nei confronti dell’applicazione della nuova legge, dall’altra coloro che appoggiano la decisione di Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, che ha annunciato di voler sospendere l’applicazione del decreto per ciò che concerne i richiedenti asilo. Tra questi ultimi i sindaci Paolo Pezzana di Sori, Valentina Ghio di Sestri Levante, Mauro Cavelli di Cogoleto e Luigi Gambino di Arenzano, che si sono dichiarati in disaccordo nei confronti del Decreto, anche se non hanno dichiarato esplicitamente di non volerlo applicare.

Ci sono migliaia, centinaia di migliaia di persone che oggi risiedono legalmente in Italia, pagano le tasse, versano contributi all’Inps e fra qualche settimana o mese saranno 'senza documenti' e quindi illegali” il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha giustificato con queste parole la sua presa di posizione nel sospendere in parte l’applicazione del Decreto Sicurezza e Immigrazione.

Il Decreto Sicurezza che passa sotto il nome di Salvini, deve essere valutato per i suoi risultati, non con occhiali ideologici, compresa la parte che riguarda la presenza in Italia di chi aveva un permesso di soggiorno umanitario e che, con il Decreto, non lo avrà più. - ha commentato Eraldo Ciangherotti, Odontoiatra nonché Consigliere comunale di Albenga e Consigliere provinciale di Savona - Detto questo trovo veramente assurdo che i sindaci di sinistra e di centrosinistra abbiano deciso di non applicare una legge dello Stato prendendo come scusa l’obiezione di coscienza. Quella stessa obiezione di coscienza che la maggior parte della sinistra contesta ai medici antiabortisti, per una legge che ammette esplicitamente l’obiezione di coscienza. Ritengo che un amministratore pubblico debba seguire le leggi dello Stato, a meno che non siano incostituzionali, ma in questo caso, il Decreto è firmato dal Presidente della Repubblica (per inciso, docente di Diritto Costituzionale) e, quindi, pienamente legale. Un Sindaco ha l’obbligo di applicare la legge, anche se non è di suo gradimento. In caso contrario, lo dice la legge, può essere rimosso quando compie atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico. Visto che il sindaco Cangiano è un valente avvocato (e lo dico con convinzione) sono sicuro che anche ad Albenga verrà applicato il Decreto Sicurezza”.

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