"Cuscinetto" del Governo per salvare la Banca Carige

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Profumeria Simonini

Genova. Il caso Carige alla fine è approdato sul tavolo del Consiglio dei ministri, dopo le nove di ieri sera, al termine di una giornata frenetica. Una riunione lampo, durata meno dieci minuti. Il tempo necessario per firmare il decreto legge “Disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio”, un contenitore pieno di nuovi strumenti di sostegno pubblico della banca ligure e dei suoi clienti. Il decreto prevede la possibilità di una ricapitalizzazione pubblica a scopo precauzionale. «In considerazione degli esiti del recente esercizio di stress cui la banca è stata sottoposta - dice il testo - viene prevista la possibilità per Carige di accedere, attraverso una richiesta specifica, a una ricapitalizzazione pubblica a scopo precauzionale, volta a preservare il rispetto di tutti gli indici di patrimonializzazione anche in scenari ipotetici di particolare severità e altamente improbabili (cosiddetti scenari avversi dello stress test)». La ricapitalizzazione pubblica è da considerarsi «un’ipotesi residuale e non attuale», sottolineano fonti finanziarie. «È un segnale di ultima risorsa che serve a dare un messaggio ai mercati e alla Bce - aggiungono altre fonti - per dire che la banca non fallirà, qualunque cosa accada». Il decreto prevede inoltre la possibilità per Carige emettere un bond garantito dalla Stato, in caso di necessità, ovvero «di accedere a forme di sostegno pubblico della liquidità che consistono nella concessione da parte del ministero dell’Economia della garanzia dello Stato su passività di nuova emissione ovvero su finanziamenti erogati discrezionalmente dalla Banca d’Italia». «Il bond rende più facile l’operazione di andare sul mercato», spiega una fonte finanziaria. E a proposito di bond, rispetto a quello da 320 milioni già sottoscritto dallo Schema Volontario, ieri in serata è emerso che lo Schema «valuterà la richiesta» di Carige di ridurre il tasso di rendimento balzato al 16% a seguito della bocciatura dell’aumento di capitale del primo azionista Malacalza Investimenti.

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