Contraccolpi nel turismo per il Covid nella Riviera dei Fiori

Azienda Agricola - Agriturismo Torre Pernice

Imperia. Gli ultimi turisti svizzeri sono partiti nella giornata di domenica. Sono rientrati velocemente a casa dalla Riviera dei Fiori per evitare isolamenti e quarantene forzate come ha imposto l’Ufficio federale della sanità di Berna. Liguria finita nella black list del governo elvetico senza alcun dietrofront nonostante le richieste e le pressioni da parte della Regione e del Governo.

Alberghi svuotati all’improvviso che si sono ritrovati senza turisti dopo una pioggia di disdette arrivate tra venerdì e sabato. Alcuni hotel hanno già chiuso i battenti, altri lo faranno il prossimo fine settimana e riapriranno solo a Natale o addirittura in primavera se ovviamente la situazione sanitaria legata al Covid-19 lo permetterà.

Stagione finita in anticipo con un duro colpo all’industria turistica del Ponente: a rimetterci non solo gli alberghi, ma anche la ristorazione e il commercio. «La decisione del ministro Speranza di «blindare» il confine con la Francia, la definizione di zona rossa da parte della Svizzera – dicono da Confesercenti Imperia - stanno provocando una situazione di instabilità e di conseguenza tantissime disdette agli alberghi liguri. Il turismo continua ad essere un settore economico a forte rischio, trascurato e non sostenuto dal Governo Nazionale. Chi come il Piemonte ha deciso, solo questa estate, di stanziare per voucher e bonus vacanze per 12 milioni di euro a favore diretto dei turisti e degli imprenditori, ha avuto risultati positivi. Noi imprenditori continuiamo a dover investire per avere le nostre strutture in sicurezza, a fronte di esigui ed insufficienti fondi pubblici». La rete commerciale della Riviera dei Fiori ha accusato il colpo. «Lavorare due mesi quest’estate ha messo a rischio le aziende, i dipendenti e le migliaia di stagionali che non sono stati assunti. L’emergenza sanitaria con il cluster a La Spezia, ha bisogno di interventi più strutturali», aggiungono dalla Confesercenti. L’associazione di categoria è d’accordo con quella degli albergatori: «La mazzata arrivata dalla Svizzera rischia di far crollare il turismo e le altre attività economiche. Svizzera e Francia sono gli unici Stati di provenienza dei nostri turisti, due Paesi di fatto oggi chiusi per l’emergenza sanitaria».

Confesercenti chiede maggiore mobilitazione, rivolgendosi ai deputati liguri: «Occorre intervenire con tempestività e risolvere per via diplomatica i due blocchi franco-svizzeri, con protocolli che tutelino anche il settore del turismo e tutto il comparto».

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