Consegnate le bandiere di certificazione di qualità del “Whale Watching”

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Savona. Sono state consegnate questa mattina nel Campus universitario di Savona le bandiere di certificazione di qualità del “Whale Watching”, gli avvistatori dei cetacei, a 14 operatori che hanno superato l’esame al primo corso italiano. A consegnare gli attestati sono intervenuti gli assessori regionali all’Ambiente, al Turismo e alla Formazione, insieme al presidente di Fondazione Cima, Luca Ferraris.

Gli iscritti al primo corso italiano per avvistatori di cetacei provenivano non solo dalla Liguria dove, nel 1996, è nato il whale watching, ma anche da Toscana e Sardegna, regioni dell’area di cooperazione del programma Interreg Marino-Marittimo, organizzato nell’ambito del progetto europeo Ecostrim che ha come capofila la Fondazione Cima. Il label di qualità vuole garantire l’attuazione del codice internazionale di buona condotta per l’osservazione dei cetacei, promuovendo l’interesse per la biodiversità marina in generale: non solo balene e delfini, ma anche uccelli marini, pesci e tartarughe.

“Non è un caso che questo corsa parta dalla Liguria – ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente – In quanto capofila del progetto marino Ecostream che vuole coniugare ambiente e turismo per promuovere forme di turismo sostenibile, in grado di proteggere l’ambiente. In Liguria l’avvistamento dei cetacei rientra tra le attività di promozione turistica in grado di attirare molti visitator. L’etichetta di qualità che hanno ottenuto gli operatori partecipanti a questo corso sarà di ulteriore garanzia per uno sviluppo sostenibile che rispecchia in pieno la nostra volontà di proteggere il territorio, guidando gli operatori verso la messa in atto delle migliori pratiche internazionali per l’osservazione della fauna marina nel proprio ambiente naturale”.

I 14 operatori che sono stati accreditati potranno ora accedere alla certificazione High Quality Whale-Watching ®, adottata dal Santuario Pelagos e ACCOBAMS (Accordo sulla conservazione dei cetacei del mare, mar Mediterraneo e area contigua atlantica).

“L’obiettivo del progetto era quello di formare le giuste competenze – ha aggiunto l’assessore regionale alla Formazione – per accompagnare i turisti alla scoperta degli ecosistmi marini del Mar Ligure e consentirne una migliore valorizzazione. Il marchio di qualità ottenuto da tutti i partecipanti è un risultato importante che si inserisce in un’ottica di professionalizzazione e miglioramento della formazione degli operatori del settore. Il riconoscimento di oggi ha fatto da apripista per un progetto più ampio che verrà realizzato da Regione Liguria con la Fondazione Cima: l’istituzionalizzazione della figura degli accompagnatori turistico-marino, inseriti nel repertorio delle professioni liguri. La nuova figura professionale prevede come pre-requisito la laurea in scienze ambientali, naturali, biologiche oppure l’abilitazione alla professione di guida ambientale o escursionistica. Queste persone potranno essere formate e il bando da 2 milioni di euro uscirà tra un mese e mezzo”.

“Il whale watching è uno dei punti fermi del programma regionale sul turismo sostenibile in Liguria che poggia soprattutto sulla promozione del mare e di tutte le attività che ruotano intorno ad esso – ha spiegato l’assessore regionale al Turismo – La nuova figura professionale di accompagnatore di turismo marino assisterà e accompagnerà i turisti in escursioni marine, fornendo loro informazioni generali sul territorio, illustrando gli aspetti ambientali ed eco-faunistici e le zone di pregio naturalistico, assicurando assistenza tecnica al di fuori degli ambiti di competenza delle guide ambientali e delle guide turistiche nazionali, nel rispetto degli animali e del loro habitat”.

“Il Progetto ECOSTRIM, di cui siamo capofila, vuole sviluppare e diffondere l’ecolabel per le attività turistiche marine e costiere. L'obiettivo è quello di promuovere lo sviluppo di attività economiche sostenibili e attente a ridurre l’impatto sull’habitat marino – spiega Luca Ferraris presidente della Fondazione CIMA – In questo modo si promuove, tramite gli operatori stessi, una continua attività di sensibilizzazione dei cittadini sulla ricchezza dell’ecosistema marino sugli impatti delle attività umane”.

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