Braccio di ferro Comune di Ceriale e Diocesi di Albenga sull'Imu dell'ex casa ferie

Borghetto Revisioni

Ceriale. In piena emergenza migranti, era il 2014, la Prefettura di Savona aveva chiesto alla Diocesi di Albenga-Imperia, una struttura di ampie dimensioni dove poter ospitare temporaneamente i tanti stranieri in arrivo dal Sud Italia in attesa di essere poi redistribuiti presso altri Cas. La Diocesi, accogliendo l’invito del Prefetto, aveva messo a disposizione una casa per ferie nella frazione di Peagna, nel comune di Ceriale. Era stata la Prefettura a scegliere chi avrebbe dovuto gestire la struttura. Il Comune, poiché il bene non era più destinato ad attività ecclesiastiche, aveva sostenuto che l’immobile non era più esente da Imu e quindi aveva preteso il pagamento dell’imposta inviando un avviso di accertamento di circa 100 mila euro. La Diocesi aveva fatto presente al Comune che l’immobile effettivamente non era più gestito dalla Chiesa, ma era stato messo a disposizione della Prefettura a titolo gratuito, ente anch’esso esentato dal pagamento dell’Imu. Il Comune insisteva tuttavia che l’Imu doveva essere pagata. A questo punto la Diocesi aveva deciso di ricorrere alla Commissione tributaria di Savona la quale, all’esito del processo, dava parzialmente ragione alla Chiesa locale segnalando al Comune di ricalcolare l’Imu escludendo tutte quelle aree che comunque, ancora oggi, erano destinate ad attività di culto. La Diocesi che si era detta disponibile a pagare l’imposta ancora oggi è in attesa che il Comune ridefinisca, in ottemperanza alla sentenza, la somma che deve essere pagata. Dicono all’ufficio economato della Diocesi: «Non riusciamo a capire quanto dobbiamo pagare visto che dall’ente non ci è mai arrivata nessuna richiesta. Ci stupisce questo comportamento del Comune il quale pretende questa imposta senza però aver comunicato l’importo così come è stato deciso dalla sentenza della Commissione Tributaria. La Prefettura, imbarazzata dell’inconveniente, ha permesso alla Diocesi, successivamente alla sentenza, di stipulare dei normali contratti d’affitto con i gestori della struttura. Tutto questo per poter reperire le risorse necessarie per provvedere al pagamento delle imposte».

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