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Il pub – ristorante era stato subito chiuso con un provvedimento di sequestro preventivo urgente dopo il rinvenimento, al suo interno, di oltre mezzo chilo di stupefacenti e 8500 euro in contanti ritenuti provento dello spaccio.

La Polizia di Stato sta indagando a fondo dopo la clamorosa operazione del 27 aprile nel celebre locale notturno bordigotto U Cavetu, nella pineta di capo Ampelio.

Il pub – ristorante era stato subito chiuso con un provvedimento di sequestro preventivo urgente, disposto d’iniziativa dalla Polizia Giudiziaria, dopo il rinvenimento, al suo interno, di oltre mezzo chilo di stupefacenti e 8500 euro in contanti ritenuti provento dello spaccio.

La constatazione della gravità dei reati contestati aveva indotto gli Agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Ventimiglia a chiudere immediatamente il pubblico esercizio.

Il provvedimento era stato poi ritenuto corretto dal Pubblico Ministero del Tribunale di Imperia che lo aveva convalidato insieme alle altre misure adottate dalla Polizia: l’arresto di Francisco Massimo, oggi agli arresti domiciliari, la sottoposizione ad indagine di altri quattro dipendenti in stato di libertà, oltre al gestore, gli ulteriori sequestri eseguiti.

Ieri il G.I.P. del Tribunale di Imperia ha emesso un nuovo decreto di sequestro preventivo che, per sua natura, non prevede un esplicito termine temporale. L’Autorità Giudiziaria ha ritenuto insufficiente in questo caso un eventuale provvedimento di chiusura a tempo determinato di natura amministrativa.

Il decreto è stato notificato al gestore dell’esercizio pubblico, tuttora indagato in stato di libertà, e ad un legale rappresentante del comune di Bordighera che, ricordiamo, è l’ente pubblico proprietario dell’intero edificio che sorge in uno dei punti più belli e caratteristici della città delle palme.

Durante la mattinata di ieri un nuovo sopralluogo è stato compiuto al Cavetu che, al termine, alla presenza di tutti i soggetti interessati, è stato definitivamente chiuso con i sigilli di Polizia apposti sui suoi numerosi ingressi.

Evidentemente l’attività di spaccio doveva essere particolarmente sostenuta se si calcola che gli 8500 euro sequestrati, nello spogliatoio, al capo barman corrispondono a 170 delle confezioni da 5 grammi che venivano proposte agli avventori e ad un totale complessivo di ben 850 grammi di marijuana.

Proprio il coinvolgimento del gestore e di ben cinque dipendenti del locale nell’attività di spaccio, nel migliore dei casi responsabili per l’agevolazione alla distribuzione di stupefacenti ai giovanissimi clienti, aveva reso necessario il sequestro ed ha consentito oggi il suo ulteriore rinnovo da parte del Giudice per le indagini preliminari.

Troppo grande il pericolo di una prosecuzione delle attività delittuose, già parzialmente ammesse anche dagli indagati e confermate da coerenti dichiarazioni testimoniali successivamente raccolte.

È emerso il quadro di un sistema diffuso e continuativo di fornitura della sostanza illegale il cui consumo, occorre ricordarlo, è molto dannoso specificamente per i più giovani; non è un caso se il legislatore ha previsto una specifica aggravante per l’intrinseca pericolosità della condotta ed il maggiore danno sociale prodotto. Del resto, secondo alcuni recenti studi scientifici, droga e alcol provocano nel medio-lungo periodo danni al cervello simili a quelli dell’Alzheimer.

Per questi motivi gli investigatori sono decisamente impegnati ad accertare ogni eventuale profilo di responsabilità anche in merito alla somministrazione di bevande alcoliche a minorenni all’interno dell’esercizio pubblico di Bordighera, che sembrerebbero essere avvalorate dalle informazioni acquisite ad oggi, ma che hanno tuttavia bisogno di riscontri oggettivi, che solo i diretti interessati ma anche i genitori potrebbero fornire, ed ai quali la Polizia di Stato rivolge un appello a collaborare.

L’intervento amministrativo iniziale era stato disposto dal Dirigente del Commissariato P.S. di Ventimiglia, nell’ambito dei controlli periodici voluti dal Questore di Imperia Cesare Capocasa, con il preciso intento di prevenire i fenomeni delinquenziali correlati all’abuso di alcol e di droghe soprattutto da parte di adolescenti, in occasione della movida serale, che registra un aumento esponenziale della giovane clientela durante la stagione estiva.

I positivi risultati fino ad ora conseguiti – dichiara il Questore Capocasa – che da sempre ha posto questo tipo di controlli amministrativi come punto prioritario della sua agenda, ci inducono a proseguire nell’azione incisiva di contrasto verso tutte le forme di disagio giovanile e di degrado urbano.

c.s.

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