Bombardier di Vado Ligure, 2020 un anno di preoccupazioni

Ferrari Innovations

Vado Ligure. Forti preoccupazioni per il 2020 dello stabilimento vadese e timori per il rischio di un nuovo periodo di cassa integrazione per i lavoratori di Bombardier Transportation sono stati espressi, nelle ultime ore, dal sindacato Uilm. Il carico di lavoro legato alle macchine Traxx Dc 3 ordinate da Mercitalia, il soggetto che gestisce la parte Cargo del gruppo Ferrovie dello Stato italiane, è ormai prossimo a terminare e, al momento, non si intravvedono nuove prospettive produttive. In campo ci sono diverse ipotesi come la possibilità di costruire una quindicina di nuovi Zefiro 1000 in alleanza, come accaduto nel recente passato, con Hitachi, ma si tratta di un piano ancora incerto e che stenta a decollare. Un po' di lavoro per una decina di macchine Dc3 è stato anche promesso dal gruppo che lo farebbe arrivare dallo stabilimento di Kassel in Germania. Ma tutto questo basta alle rappresentanze sindacali per anche solo immaginare un anno sereno di lavoro nel sito di Vado Ligure.

E intanto si attendono segnali tanto dal gruppo quanto dal governo che deve riconvocare le parti al Mise di Roma. Spiega Gianni Mazziotta, segretario regionale Uil: «Apprezziamo sicuramente i tentativi del nuovo management locale per creare a Vado nuove prospettive di sviluppo e occupazione ma chiediamo al gruppo lumi su possibili e concreti nuovi carichi di lavoro che ad oggi non si vedono. Nel frattempo temiamo fortemente un nuovo periodo di cassa anche qualora vi fossero nuove commesse che non potrebbero essere operative se non entro 6 – 8 mesi. Servono iniziative nell'immediato». Prosegue Mazziotta: «Intanto per una trentina di lavoratori, grazie ai benefici derivanti dall'esposizione all'amianto potrebbe aprirsi la strada della pensione».

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