Bancarotta fraudolenta: imprenditore arrestato dalla Guardia di Finanza

Massimo Madesani agli arresti domiciliari

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I finanzieri del Comando Provinciale di Savona, hanno eseguito numerose
perquisizioni ed un’ordinanza di custodia cautelare a firma del GIP di Savona,
dott. Francesco Meloni, nei confronti di Massimo Madesani.

Le indagini, coordinate dal Sost. Proc. della Repubblica, dott. Ubaldo Pelosi, sono
scaturite a seguito del fallimento di alcune società che si occupavano della
gestione di alcune strutture ricettive-alberghiere – anche di prestigio come "al Saraceno" di Varigotti - e in varie
località turistiche del ponente ligure e della Sardegna.

I finanzieri e la Procura hanno ricostruito le cause che hanno portato al dissesto le
società e scoperto un complesso sistema illecito, attraverso cui l’amministratore
(residente in provincia di Savona) ha distratto ingenti risorse finanziarie, per un
ammontare di oltre 220.000 euro, dalle casse societarie, ponendo in essere varie
operazioni illecite quali, ad esempio, la vendita simulata di arredamenti ed
attrezzature varie ed il ricorso a frequenti ed ingenti prelevamenti tramite carte di
credito e bancomat aziendali per sostenere spese di carattere personale. Inoltre,
l’attività investigativa ha consentito di smascherare meccanismi fraudolenti più
complessi ed articolati, dal drenaggio di ingenti capitali verso Paesi fiscalità
privilegiata, c.d. off-shore (tra cui Principato di Monaco, Svizzera e Panama),
camuffando tali flussi finanziari sottoforma di pagamenti per consulenze e
prestazioni di servizi, di fatto, mai avvenute, per poter indurre in errore i creditori
ed i terzi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria delle società.

L’amministratore, adesso dovrà scontare gli arresti domiciliari e rispondere del
reato di bancarotta fraudolenta e documentale (di cui all’articolo 110 del codice
penale ed agli articoli 216, 221 e 223 del R.D. 267/42), per aver distratto beni e
risorse per oltre 220.000 euro dalle società amministrate e per aver “artefatto”
scritture contabili e bilanci aziendali indicando debiti per circa 1,5 milioni di euro a
fronte di una esposizione debitoria effettiva di circa 3 milioni di euro.

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