Asta per gli Sciallino, oggi in Tribunale il terzo atto

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Vendita all’asta “Sciallino”. Terzo tentativo oggi in Tribunale a Savona dopo i due tentativi falliti nel 2016 e lo scorso anno. Alle 13, nella Sala delle udienze del Palazzo di Giustizia, è in programma un altro tentativo di vendita all’asta dei beni immobili finiti nel concordato preventivo dei cantieri storici specializzati nella produzione di imbarcazioni di Ceriale, presentato nel 2012. Nei dettagli la vendita, senza incanto, riguarda due capannoni per attività produttive, in due lotti distinti. Il primo riguarda l’ex cantiere navale di regione San Giorgio a Ceriale (via Carenda 2), la famosa “fabbrica dei gozzi” in attività dal 1961.

Si tratta di un immobile da 4 mila metri quadrati di superficie coperta al quale va aggiunta un’area esterna di circa 6.200 metri quadrati. La perizia di stima era redatta dall’architetto albenganese Tullio Ghiglione compiuta nell’ambito del procedimento di concordato. Assegnava al capannone un valore di stima pari a 3 milioni 640 mila euro, importo che era stato posto come base di gara nel maggio 2016, per la prima asta. Per ben due volte è andata deserta. Anche nel maggio del 2017 non è stata manifestata alcuna offerta d’acquisto. Ora le prospettive d’incasso per la gestione del liquidatore, Gianluigi Molineris di Albenga, si sono ridimensionate: la base d’asta è ridotta a 2 milioni, stante la perdurante crisi del mercato immobiliare, l’inutile ricerca di interessi imprenditoriali e l’indisponibilità del Comune di Ceriale che nel frattempo ha cambiato “governo”, a dare una destinazione residenziale all’area dell’ex cantiere. Come secondo lotto sarà posto invece in vendita, sempre nella stessa giornata, il capannone artigianale di frazione Pogli di Ortovero, lungo via Nazionale. Si tratta di un edificio di 1.400 metri quadrati di superficie coperta con piazzali esterni per circa 3.900 metri quadrati. In questo caso il valore di stima iniziale era di un milione di euro, ma la richiesta a base d’asta per giovedì prossimo si è ridotta a 550 mila euro.

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