Antonio Caprarica ospite di Varazze d’Autore

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Dopo il successo di pubblico del primo appuntamento di Varazze d’Autore, la rassegna estiva organizzata dal Mondadori Bookstore Varazze con il patrocinio comunale, che si è aperta sabato scorso, con la presentazione del libro di Antonio Dikele Distefano 100 mila copie in un anno e 200 mila like sulla pagina facebook, mercoledì 11 Luglio in Piazza Bovani dalle 21:15 è il turno di Antonio Caprarica che presenta «Royal baby vite magnifiche e viziate degli eredi al trono» (edizioni Sperling). A dialogare con l'autore la Dott.ssa Silvia Bottaro, presidente dell'associazione culturale Eno profit "Renzo Aiolfi" di Savona.

Caprarica ha accumulato la sua vasta esperienza internazionale in trent’anni di reportage televisivi dall’estero: per la Rai è stato prima inviato di guerra in Afghanistan e Iraq, poi corrispondente da Gerusalemme, Il Cairo, Mosca, Parigi e Londra. Ha lavorato anche nella carta stampata, come commentatore politico dell’Unità e di Epoca e condirettore di Paese Sera, e in radio, come direttore dei Giornali radio Rai e RadioUno. Per la sua attività ha ricevuto i più prestigiosi premi di giornalismo. E’ autore di romanzi, racconti di viaggio e saggi. Tra i suoi titoli di maggior successo, tutti pubblicati da Sperling & Kupfer, La ragazza dei passi perduti, Dio ci salvi dagli inglesi …o no?!, C’era una volta in Italia, Il romanzo dei Windsor, Il romanzo di Londra, Intramontabile Elisabetta e L’ultima estate di Diana.

Nel libro l’autore risponde all’interrogativo: cosa significa per un bambino essere l'erede al trono? Ne sa qualcosa Carlo d'Inghilterra, il più longevo pretendente alla Corona, al quale il libro, sottolinea Paolo Ambrosini, della libreria Bonturi, «dedica un ritratto: a tre anni ha già imparato a fare l’inchino alla bisnonna, la regina Mary, e a quattordici viene spedito in un collegio gelido e isolato dove subisce, insieme a una disciplina da caserma, anche le umiliazioni dei bulli con cui divide la camerata. E se oggi i suoi figli e nipoti godono di trattamenti molto meno severi, l’attenzione ossessiva dei mass media rende l’esistenza di tutti loro piuttosto scomoda. E per indagare, attraverso le vite di famosi eredi, la regina Vittoria, Carlo e William d'Inghilterra, Vittorio Emanuele III di Savoia, Felipe di Spagna,e altri ancora, il senso attuale di un’istituzione che affida le sorti delle Nazioni a una lotteria genetica.

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