Ancora un arresto per il furto alla gioielleria Buffa di Albenga

La Compagnia di Albenga scopre altri ingenti furti attribuite alla banda di ladri colombiani

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Al termine di una serie di complessi riscontri investigativi svolti successivamente alla completa disarticolazione del sodalizio i cui componenti furono arrestati a luglio di quest’anno, i Carabinieri del Nucleo Operativo di Albenga sono riusciti ad attribuire ai vari componenti un furto da 80.000 euro presso la filiale di via Rubens della banca BPM di Milano colpo messo a segno l’ 11 aprile scorso e un furto da 2.500 euro circa presso la filiale milanese di via Mecenate dello stesso Istituto di Credito architettato invece il 23 maggio scorso.

I Carabinieri hanno quindi arrestato a Genova, su ordine di custodia cautelare Alejandro CRUZ, il componente 45enne colombiano, pregiudicato già noto per la commissione di numerosi reati contro il patrimonio, il quale si trovava già rinchiuso nel carcere di Marassi per il noto furto commesso ad Albenga nel maggio scorso ai danni della gioielleria “Buffa” e altri fatti analoghi commessi nel nord Italia, attribuiti dai militari nell’Arma ingauna nel corso delle prime indagini.

Il sudamericano era considerato un elemento di spicco di una banda composta da abilissimi ladri, tutti di origine colombiana e lo scorso 24 maggio, Cruz ed altri componenti della banda, colpivano la gioielleria ingauna, operando come una vera e propria unità con modalità e precisione quasi militare, Ad ognuno dei correi (7 in quell’ occasione) veniva assegnato un ruolo specifico contribuendo alla perfetta riuscita dell’attività delittuosa. Nulla era lasciato al caso: tre attori avevano essenzialmente il compito di distrarre le vittime, altri due si sono introdotti all’interno della cassaforte senza che nessuno dei presenti avesse percepito la loro presenza e un’articolata rete di sicurezza composta da altri due complici aveva il compito di fornire adeguato supporto, monitorando continuamente gli spostamenti di tutti i presenti e presidiato le vie di fuga. La banda era rimasta sul posto per più di un’ora, attendendo l’attimo propizio, senza che nessuno s’insospettisse o notasse la loro presenza, a dimostrazione della loro grande disinvoltura e capacità di mimetizzarsi nel contesto.

Di questo gruppo criminale aveva sbalordito gli inquirenti la perizia nella preparazione dei “colpi”, attraverso accurati sopralluoghi, quattro nell’arco di un mese quelli fatti ad Albenga, ma non meno l’attitudine a camuffarsi, cambiando abbigliamento e atteggiamento per rendersi difficilmente individuabili, e, in ultimo, la perfetta sincronia dei loro spostamenti.

Le perquisizioni portate a termine con successo permisero di rinvenire gli indumenti utilizzati dagli indagati durante il furto ingauno, documenti falsi, ed il recupero parziale dei proventi illeciti.

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