Albenga. Processato per direttissima si difende chiedendo scusa per il trambusto.

Sono disponibile a risarcire il proprietario della vettura rubata di eventuali danni arrecati. L'imputato successivamente dovrebbe patteggiare.

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Convalidato l’arresto di Rabie Mejri, il tunisino di 30 anni fermato ieri ad Albenga dagli agenti della Polizia Locale dopo un rocambolesco inseuimanto per le via di Albenga, l'umomo è stato poi preso in consegna dei Carabinieri dove ha passato la notte in camera di sicurezza.

Processato per direttissima questa mattina, con l'accusa di furto aggravato di un’auto e resistenza a pubblico ufficiale, il giudice lo ha rimesso in libertà con l’obbligo di firma a Diano Marina (dove risulta domiciliato) e divieto di dimora in provincia di Savona.

Una sentenza non condivisa dai social e dalle molte persone, che ieri si sono trovate a vivere attimi di paura, per la folle corsa intrapresa dall'uomo in fuga dalle forze dell'ordine che lo stavano braccando, fino a raggiungerlo nei pressi del parco Peter Pan, dove per Mejri, che ha tentato in vano di scappare infierendo contro un vigile con calci, sono scattate le manette, mentre la donna che viaggiava con lui è riuscita a dileguarsi.

L'imputato che ha dapprima cercato di discolparsi dicendo di aver accettato un passaggio da uno sconosciuto, era a bordo di una Chevrolet Matiz rossa, che risultava rubata a Borghetto S. Spirito, dove era stata lasciata in breve sosta in Corso Europa, con le chiavi inserite.

Il processo è stato quindi rinviato a settembre.

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