Albenga, la minoranza chiede al ministero di passare ai raggi x la vendita della farmacia

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Albenga. Anomalie sarebbero contenute negli atti che hanno deliberato la vendita della farmacia comunale. Almeno questo è quanto sostengono i consiglieri comunali di Forza Italia e Lega Nord che hanno deciso di scrivere al Mef, il Ministero delle Finanze. Succede a pochi giorni dall’arrivo nella città delle Torri degli ispettori che effettueranno verifiche sull’andamento della macchina comunale nel periodo compreso tra il 2013 e il 2107. La richiesta di allargare l’ispezione alla questione farmacia è arrivata dopo un’ampia discussione in consiglio comunale. «Siamo certi che con un’attenta valutazione da parte degli ispettori emergeranno delle sorprese interessanti – dicono Eraldo Ciangherotti, Ginetta Perrone e Cristina Porro – In caso di anomalie, come sospettiamo, l’Amministrazione comunale Cangiano chiuderà il mandato con il botto». Nella lettera indirizzata al Mef viene ripercorsa la questione della vendita di una delle tre farmacie comunali dopo che il Comune ha incaricato un perito al fine di redigere una perizia di stima (che alleghiamo per le valutazioni del caso) preliminare alla delibera consiliare. Viene ripercorsa la vicenda in ordine cronologica: dall’alienazione della titolarità della farmacia comunale "Degli Ingauni" e relativa azienda commerciale tra approvazioni, revoche e annullamenti ricordando che Forza Italia e Lega «hanno sempre votato contro le delibere di approvazione dell’alienazione ritenendo illegittimi gli atti deliberativi». «Per noi la vendita di un ramo d'azienda e/o di un servizio (come nel caso della farmacia comunale degli Ingauni di via Dalmazia) deve necessariamente contenere anche il passaggio dei suoi dipendenti; in caso contrario, è necessario indicare nel corpo della delibera e/o –comunque- dimostrare che il Comune ha posti in organico liberi ( per precedente pensionamento o altro) ed in particolare che i numeri di dipendenti, non presenti nei posti in organico, sono tali da poter consentire il reimpiego di quelli oggi adibiti al servizio che si intende vendere (farmacia comunale degli ingauni), trasferendoli –per l’appunto- nei posti liberi».

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