Albenga, la Guardia di Finanza dona 5746 capi di abbigliamento all’ANT con il Progetto Finzy

Il sindaco Tomatis: “La contraffazione è la punta di un iceberg di criminalità, un’operazione come questa è importantissima. I capi, inoltre, sono stati devoluti all’ANT che li venderà per alimentare la lotta contro il cancro”.

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Albenga. Si è tenuto all’Auditorium San Carlo di Albenga condotto dall'attore Mario Mesiano, l’evento dal titolo “Progetto Finzy: dalla devoluzione alla prevenzione oncologica”, organizzato dalla Fondazione ANT Italia Onlus in collaborazione con la Guardia di Finanza della Liguria.

L’evento ha voluto celebrare un importante gesto di solidarietà, in quanto la Compagnia della Guardia di Finanza di Albenga, su autorizzazione dell’A.G., ha devoluto in beneficenza 5746 capi di abbigliamento, che erano stati sottoposti a sequestro durante un mirato servizio di lotta alla contraffazione. Scoperto nell'hinterland romano un laboratorio fotografico dove la merce veniva fotografata per creare una vetrina sul web. La Finanza ha quindi denunciato il rappresentante legale della società e oscurato il sito internet utilizzato per la vendita dei prodotti con il marchio contraffatto.

Sugli stessi, privati dei marchi contraffatti, sono stati apposti stemmi raffiguranti la mascotte della Guardia di Finanza “Finzy”.

All’evento sono intervenuti il Presidente nazionale ANT Italia Onlus, Raffaella Pannuti, il Comandante Regionale della Guardia di Finanza Liguria, Gen. D. Francesco Mattana, nonché il personaggio televisivo Vittorio Brumotti, oltre alle Autorità provinciali e locali,mentre l'attrice Laura Freddi, testimonial nazionale dell'Ant ha inviato iun video con i saluti e i ringraziamenti per l'iniziativa.

In continuità con analoghe iniziative realizzate localmente dalle Fiamme Gialle di Albenga, anche quest’ultima, che ha un risvolto nazionale, persegue l’obiettivo di tramutare, a fini solidali e benefici, i risultati dell’attività istituzionale svolta dai militari nel contrasto all’illegalità, nello specifico settore della lotta alla contraffazione.

Continua il primo cittadino: «La contraffazione è solo la punta di un iceberg che nasconde realtà drammatiche che, forse, chi acquista il capo contraffatto non conosce e percepisce. Quest’opera di sensibilizzazione serve a far capire, anche a chi compra, che si sta alimentando il mondo della criminalità organizzata, si stanno danneggiando le realtà commerciali legali, si sta favorendo lo sfruttamento del lavoro, a volte anche di quello minorile e così via. Per questo, operazioni come quella posta in essere dalla Finanza sono particolarmente importanti ed assumono un significato ancor più positivo grazie all’attività benefica che ne è derivata. Invece che distruggere i capi contraffatti si è deciso di lavorare per eliminare i segni di contraffazione e di donarli all’ANT che li venderà e otterrà fondi necessari per continuare la lotta contro il cancro. L’ANT svolge una attività particolarmente importante, io faccio il medico ed ho smesso di portare il camice da tempo - così come è stato sottolineato dall’associazione - perché credo che questo possa portare un avvicinamento ai pazienti. La cosa che mi ha colpito di più dell’ANT è il lavoro di volontariato sia fatto dai medici che dagli operatori che riescono a modificare il vissuto di malattia del paziente.La visita a casa viene percepita, infatti, come un momento di gioia anche da chi ha una malattia grave come il cancro. Oggi, purtroppo viviamo ad una velocità diversa da quella che vivono i malati e non abbiamo tempo di star loro vicino, l’ANT va al di là di quello che potrebbe fare un semplice medico e interviene proprio in questo senso creando un rapporto anche umano con loro».

c.s.

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