Alassio: inchiesta sul business dei rifiuti al capolinea, ecco le richieste della Procura

  • Redazione
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  • Cronaca
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Alassio. Un’estorsione tentata (96 mila euro) ed una riuscita (16 mila euro, restituiti) ai danni dei titolari di Alassio Ambiente, la società temporanea che gestisce l’appalto dei rifiuti ad Alassio. Sono le accuse che i sostituti procuratore Chiara Venturi e Massimiliano Bolla hanno contestato in concorso a Pier Paolo Pizzimbone, ex commissario provinciale di Fratelli d’Italia, e Mario La Porta, 72 anni, pensionato ed ex consigliere a San Bartolomeo. Lo scrive oggi Il Secolo XIX/La Stampa in edicola.

Un avviso di conclusione indagini inviato anche all’ex assessore all’ambiente Rocco Invernizzi , indagato con Pizzimbone per il tentato abuso d’ufficio per l’appalto di pulizia e manutenzione strade da affidare alla Co.R.in.t.e.a. (società di cui Pizzimbone sarebbe socio occulto) e al consigliere di maggioranza in comune ad Alassio, Paola Cassarino. Invernizzi e la Cassarino sono indagati per tentata induzione per una presunta richiesta di quest’ultima ad assumere la figlia. Nonostante la fine dell’indagine la posizione della Cassarino sembra la più leggera. La vicenda era venuta alla luce in seguito alla denuncia dell’associazione Antiracket di Gela a cui si erano rivolti gli imprenditori della Alassio Ambiente.

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