Alassio, da lunedì niente sosta gratis per i turisti durante la pausa pranzo

Profumeria Simonini

Turisti e non lavoratori di Alassio col portafoglio in mano. Da lunedì prossimo, durante la pausa pranzo, il parcheggio non sarà più gratuito. La novità riguarda tutti gli stalli blu, sia quelli gestiti dalla Gesco che quelli della Fincos (zona via Marconi). Lo ha deciso il Comune. Esclusi invece i residenti e i lavoratori (che possono parcheggiare in via Roma e all’ex Adelasia).

Al momento la sosta nella città del Muretto è di 1,50 l’ora (residenti e lavoratori autorizzati pagano 0,25 l’ora). Intanto si è in attesa che venga definita anche la pratica dei parcheggi nei pressi della stazione ferroviaria situati in una zona centrale della città. L’Amministrazione è in trattativa con Rfi per trovare un accordo e rendere disponibili i posteggi a ridosso dell’Aurelia.

Fuori confine si è invece conclusa un’altra partita che ha visto vincente la Sct amministrata da Paolo Zanatta. La società gestiva i parcheggi di Alassio ha ottenuto la gestione di buona parte dei parcheggi blu dell’Altipiano di Cuneo per i prossimi sette anni. Si tratta di circa duemila posti auto, inclusi i 220 di piazza Boves ed esclusa la zona dell’ospedale e Movicentro. Si tratta di una gara da oltre 9 milioni di euro che scontava quasi due anni di ritardo per l’aggiudicazione, proprio perché Apcoa (sede italiana a Mantova, ma fa parte di una multinazionale tedesca) si era rivolta alla giustizia amministrativa. La società si occupava delle zone a pagamento di Cuneo da quando vennero istituite, più di due decenni fa ed era arrivata seconda nella gara del Comune, dopo la Stc che tra l’altro è presente in Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia. Cuneo è la prima città di cui si occuperà in Piemonte. Alla gara del Comune, nel 2017, avevano partecipato 5 aziende da tutta Italia: la gara era stata assegnata in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e delle soluzioni tecniche proposte. Sct aveva vinto anche proponendo di «lasciare» nelle casse del Comune il 64% dell’incasso totale.

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