Spagna: il giorno dopo gli attentati

Sangue e paura rivendicati, ancora una volta dall'estremismo islamico.

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Tragedie che sconvolgono il mondo intero: quella di Barcellona, con 13 vittime e un centinaio di feriti e della vicina Cambrils, dove oltre ai feriti ha perso la vita una donna.

Sangue e paura rivendicati, ancora una volta dall'estremismo islamico. Gli attentati che l'ISIS aveva pianificato per questo 17 agosto, uno andato a segno a Barcellona con un furgone killer tra la folla di vacanzieri, guidato dal giovane Moussa Oukabir tutt'ora in fuga e quattro presunti complici arrestati, ed un secondo a circa 120 km di distanza sul lungomare di Cambrils, dove cinque terroristi con addosso false cinture esplosive, forzato un posto di blocco, hanno dapprima investito alcune persone, quindi abbandonata l'auto, hanno accoltellato i passanti, colpendone uno gravemente, per finire uccisi dai poliziotti ormai sulle loro tracce, hanno segnato, irrimediabilmente, la quotidianità, strappando alla vita anche una bimba di appena 3 anni.

Accertati due morti italiani: Bruno Gullotta e Luca Russo e tre feriti, ma proseguono le identificazioni delle vittime di 34 nazionalità.

All'indomani degli attacchi, la Spagna si è stretta in un momento di cordoglio, con la proclamazione di tre giorni di lutto nazionale, ma con la voglia di andare avanti al grido: «Io non ho paura».

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