Gran Bretagna: saltano gli accordi e Thomas Cook chiede la bancarotta

Circa 600 mila persone bloccate nel mondo e 22 mila posti di lavoro a rischio.

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Gran Bretagna. È stato annunciato in una nota dell'operatore turistico britannico Thomas Cook che ha chiesto la liquidazione giudiziaria, sottolineando il fatto che «tutti i voli e vacanze future sono stati cancellati». Il tour operator non è riuscito a raggiungere un accordo con i creditori. Con questa manovra verranno messi a rischio 22 mila posti di lavoro in tutto il mondo, di cui 9 mila sono il Gran Bretagna.

Ma i problemi non si presenteranno solo per i dipendenti. Con la richiesta di liquidazione giudiziaria, infatti, circa 600 mila persone in vacanza grazie ai pacchetti turistici del gruppo si ritrovano ora bloccate all'estero. Per questo motivo, il governo britannico e la CAA (l'autorità di aviazione civile britannica) hanno organizzato un ponte aereo per permettere il rimpatrio di tutti i turisti, dei quali 150 mila britannici. Oggi è previsto il rientro dei primi 16 mila, mentre il ministro dei trasporti Grant Shapps fa sapere che 45 aerei charter sono pronti a sostituire la flotta Thomas Cook.

La crisi è nata dal rifiuto del governo britannico di partecipare al piano di salvataggio pubblico di 1,1 miliardi di sterline, con conversione del debito di 2 miliardi in azioni e passaggio del controllo della linea aerea ai creditori, proposto dal gruppo cinese Fosun - che controlla Thomas Cook - che si è detto deluso dalla decisione di procedere alla liquidazione.

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