Eruzione del vulcano Ubinas. È allarme in Perù

Intensa eruzione iniziata sabato. Aumenta l’attività esplosiva ed eruttiva. La più grande eruzione degli ultimi 300 anni.

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Diverse esplosioni e intense emissioni di cenere hanno interessato il vulcano Ubinas, che con la sua altezza di 5672 metri è il vulcano più attivo del Perù, situato nella regione meridionale del paese, a Moquegua. Tale attività, che è andata notevolmente aumentando nel corso delle ultime 48 ore, ha portato l’Istituto Geofisico del Perù (IGP) a chiedere di alzare il livello di allerta ad arancio, con una zona limite del raggio di 15 km.

L’eruzione principale del vulcano è avvenuta nella giornata di ieri, quando la nuvola di cenere espulsa, secondo le immagini satellitari analizzate dal VAAC di Buenos Aires, è arrivata fino a 12,2 km sul livello del mare (circa 6 km sopra il vulcano). La cenere è tuttora in sospensione, si sposta ad una velocità di circa 50 nodi (92 km/h) ed ha raggiunto città ad est del vulcano in questione, non solo del Perù ma anche della Bolivia a 780 chilometri di distanza. Questa è stata la più grande eruzione del vulcano Ubinas in 342 anni, considerandola un VEI 3.

L’attività sismica è molto intensa con circa 400 scosse di terremoto al giorno.

Il Presidente del Perù, Martin Vizcarra ha descritto l’evento come «uno dei più intensi al quale abbiamo mai assistito negli anni recenti.» La sua più recente storia eruttiva risale al periodo dal 2016 al 2017.

Ubinas è uno stratovulcano, cioè costituito dalla sovrapposizione di vari strati di lava solidificata, tefra (l'insieme dei materiali piroclastici prodotti durante un'eruzione vulcanica al di là della loro composizione o dimensione), pomice e ceneri vulcaniche. La sua formazione iniziò circa 376 mila anni fa nel medio (Ubinas I) e tardo (Ubinas II) Pleistocene. L’attività vulcanica iniziò dopo un cambiamento nella tettonica della regione che potrebbe aver contribuito alla formazioni di camere magmatiche.

Questo vulcano è uno dei più attivi del Perù. A partire da 16° secolo sono state registrate piccole eruzioni esplosive con una frequenza media di un’eruzione ogni 20-33 anni. La maggior parte di queste eruzioni consistevano in emissioni di cenere e gas, a volte accompagnati da esplosioni, mentre gli eventi più intensi come quello del 1667 produssero anche la caduta di scorie e flusso piroclastico. Quella del 1667 fu la più grande eruzione nella storia, che produsse circa 0,1 chilometri cubi di scorie, raggiungendo un’indice di esplosività vulcanica (VEI) pari a 3 (considerato quindi come catastrofico).

La lava che fuoriesce da questi vulcani ha generalmente una viscosità elevata che la porta a percorrere brevi distanze prima del definitivo raffreddamento e solidificazione. Famosi stratovulcani sono il Vesuvio, il Monte Fuji, il Monte Mayon e il Krakatoa, conosciuti per le loro catastrofiche eruzioni.

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