Erutta Agung, esplosioni e fumo fino a 9 km

Vulcano blocca scalo internazionale di Bali.

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Un'emergenza che si aggrava di ora in ora e che potrebbe durare mesi. La fitta coltre di fumo e cenere, seguite da esplosioni del vulcano Agung - sentite fino a 12 chilometri di distanza - hanno messo in fuga già 40 mila residenti nel nord-est dell'isola, che potrebbero diventare 100 mila se tutti seguiranno gli ordini delle autorità.

Disagi per i turisti e per il trasporto aereo, visto che è stata disposta la chiusura dell'aeroporto internazionale di Bali. Nelle prime 24 ore sono stati cancellati 445 voli, per un totale di 59 mila turisti bloccati. Lo conferma il Darwin Volcanic Ash Advisory Center (Australia): «I corridoi aerei sono pieni di cenere vulcanica, è pericoloso per far decollare o atterrare gli aerei», ha dichiarato Wisnu Darjono, AirNav Air Control Agency.

Il Monte Agung, che sorge a poco più di 3000 metri sul livello del mare, aveva già destato grande allarme tra agosto a ottobre di quest'anno, costringendo all'evacuazione di 144.000 abitanti. La sua attività sembrava essersi placata alla fine di ottobre e l'allarme era stato abbassato, il che aveva convinto migliaia di persone a tornare. Poi, all'improvviso nuovi rombi ed eruzioni di enormi pennacchi di fumo, forse un'eruzione freatica, con l'improvvisa e violenta espulsione di vapore acqueo. Una vicenda che ha allertato l'intero arcipelago del sud-est asiatico, che conta più di 17.000 isole e isolotti, che si trova sulla “cintura di fuoco” del Pacifico, e circa 120 vulcani.

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