Strage di Nassiriya: il 12 Novembre 2003 persero la vita 19 italiani

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Sono passati 15 anni dal tragico evento che è costato la vita a 28 persone, tra cui 19 italiani, e che ha provocato 58 feriti tra carabinieri, militari e civili.

Il 12 novembre 2003 la base italiana Maestrale di Nassiriya in Iraq, fu oggetto di un attentato terroristico. Nel marzo dello stesso anno era stata avviata l’operazione militare Iraqui Freedom, volta al mantenimento della pace sul territorio, grazie ad una coalizione formata principalmente dall’esercito britannico e statunitense. L’Italia ha preso parte all’operazione attraverso la missione Antica Babilonia il 15 Luglio 2003, con base principale a Nassiriya.

L’obbiettivo principale fu quello di contribuire alla rinascita del paese attraverso: il mantenimento dell’ordine pubblico; l’addestramento della polizia locale; la ricostruzione delle infrastrutture pubbliche; il controllo del territorio e il contrasto della criminalità, nonché l'approvvigionamento della popolazione civile. La missione terminò nel dicembre 2006.

Alle ore 10.40 dell’ora locale, le 8.40 in Italia, un camion cisterna pieno di esplosivo, nel quale si trovavano due kamikaze, scoppia davanti all’ingresso della base MSU italiana dei Carabinieri. Questo ha provocato l’esplosione del deposito munizioni della base e la morte di carabinieri, militari e civili. Grazie all’intervento di Andrea Filippa, che ha fermato i due kamikaze, il camion esplose sul cancello di ingresso e non all’interno della caserma. Venne coinvolta anche la troupe del regista Stefano Rolla che si trovava sul posto per girare un documentario sulla ricostruzione di Nassiriya da parte delle forze armate italiane.

Due sono state le inchieste sulla ricostruzione dei fatti accaduti quel giorno: la prima, portata avanti dalle autorità militari, ha messo in luce grazie alla confessione di Abū ʿOmar al-Kurdī, terrorista di al-Qāʿida, che fu quest’ultima ad organizzare l’attentato. La seconda inchiesta, aperta dalla procura di Roma, ha evidenziato che sul camion vi erano dai 150 ai 300 kg di tritolo mescolato a liquido infiammabile.

I funerali di Stato vennero celebrati il 18 novembre 2003 e vi parteciparono le famiglie e le più alte cariche dello Stato.

Ricordiamo qui di seguito le vittime coinvolte nella strage:

I civili: Marco Beci, cooperatore internazionale e Stefano Rolla, regista;

I carabinieri: Massimiliano Bruno, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte; Giovanni Cavallaro, sottotenente; Giuseppe Coletta, brigadiere; Andrea Filippa, appuntato; Enzo Fregosi, maresciallo luogotenente; Daniele Ghione, maresciallo capo; Horacio Majorana, appuntato; Ivan Ghitti, brigadiere; Domenico Intravaia, vice brigadiere; Filippo Merlino, sottotenente; Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte; Alfonso Trincone, Maresciallo aiutante;

I militari dell’esercito: Massimo Ficuciello, capitano; Silvio Olla, maresciallo capo; Alessandro Carrisi, primo caporal maggiore; Emanuele Ferraro, caporal maggiore capo scelto; Pietro Petrucci, caporal maggiore;

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