Luci a...Villanova

Compie un quarto di secolo l’Ippodromo di Albenga.

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Villanova d'Albenga. Sono passati venticinque anni dall'inaugurazione, allora alla presenza di esponenti politici, sportivi e dello spettacolo, dell’Ippodromo dei Fiori. E come per ogni altra cosa della vita quando si arriva ad un quarto di secolo si possono porre domande su come sono andate le cose e capire se potevano andare diversamente.

Prima considerazione, e forse la più importante, è che rispetto a venticinque anni fa il mondo dell’ippica è profondamente cambiato. Nei primi anni ‘90 l’ippica italiana era al vertice internazionale, sia per la qualità dei suoi impianti, sia per i nomi di cavalli e fantini che il mondo ci invidiava. Villanova era il desiderio segreto di tante scuderie perché, grazie al clima temperato, si poteva svernare e correre in un impianto nuovo e ricco di comodità. Il primo amministratore delegato fu Pierangelo Perego, imprenditore che la vedeva lunga e tra i fondatori di Unire Tv, l’emittente satellitare che ogni giorno trasmette le principali gare dall’Italia e dell’estero. Poi venne il periodo del compianto Alberto Ronchi che all’ippodromo tentò di dare quella spinta turistica per la verità mai arrivata.

Commentano gli attuali responsabili dell’impianto: "Quello che forse è sempre mancato è il vedere l’impianto villanovese collocarsi nelle attrazioni turistiche, come viene ad esempio in Adriatico. Da noi questo discorso non è mai partito, se pensiamo che erano in cantiere dei pullman navetta in grado di collegare le città limitrofe, come Alassio, al nostro impianto. Tenendo conto che all’interno non mancavano, e non mancano tuttora, delle attrazioni quali il ristorante". Ma quello che non si poteva mettere in conto quando l’impianto venne inaugurato è che il mondo dell’ippica venisse coinvolto in una crisi che, ancora oggi, appare senza uscita nonostante l’ottimo lavoro di chi, con passione, lavora all’interno degli impianti.

Gli ultimi dieci anni per l’ippica italiana, e di conseguenza anche per l’Ippodromo dei Fiori, sono stati difficilissimi, con la riduzione delle corse e la quasi totale sparizione del galoppo che dominava il panorama invernale. Eppure, soprattutto se andranno in porto alcune iniziative già dalla prossima estate, l’Ippodromo dei Fiori potrà accendere le luci, al contrario di quelle di S.Siro immortalate in un capolavoro della canzone italiana.

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