Perchè la Milano-Sanremo di ieri entra nella leggenda

  • Guglielmo Olivero
  • 1 min e 17 sec (240 parole)
  • Sport
  • ciclismo
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Entra nelle top di tutti i tempi la Milano-Sanremo di ieri, vinta da Vincenzo Nibali, sempre più lo Squalo di Messina. E oggi, dopo le intense emozioni vissute negli ultimi chilometri, è possibile spiegare perché da diverse ore gli sportivi non parlino d’altro, come se avessero per un fine settimana dimenticato il campionato di calcio, che tra l’altro si è pure riaperto. E a proposito di calcio il primo accostamento da chi da decenni segue lo sport riporta a Italia-Germania, semifinale dei Campionati del Mondo di calcio del ‘70, allora Coppa Rimet. Tutti a ricordarci quei supplementari da infarto, dopo novanta minuti opachi, senza tante emozioni. Cosa sarebbe stata Italia-Germania senza quei supplementari? Così cosa sarebbe stata la Milano-Sanremo di ieri senza lo scatto ai piedi del Poggio di Vincenzo? Magari un’altra vittoria in volata, dieci minuti per ricordarsi i vincitori e oggi tutti a pensare ad altro.

Vincenzo ha emozionato i tantissimi appassionati che ieri lo hanno atteso, sperando in un suo successo, sulle strade del Ponente Ligure dove una folla mai vista si è data appuntamento come voler sperare, dodici anni dopo, in un nuovo trionfo italiano, come avvenuto. E allora la mente torna negli anni ‘70 quando Michele Dancelli spezzò, vincendo tra le lacrime, un’egemonia straniera di oltre vent’anni. Un’egemonia della quale è stato protagonista anche il grande Merckx che ieri, guarda caso, è stato il primo a prendere il telefono e complimentarsi con il nostro Vincenzo

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