Moreno Moser alza le mani al cielo al Trofeo Laigueglia

Lo scatto decisivo quando mancavano dieci chilometri

  • Guglielmo Olivero
  • 1 min e 19 sec (245 parole)
  • Sport
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Ha alzato le mani al cielo quando mancavano ancora un centinaio di metri all’arrivo: si è guardato intorno, ha sentito il caloroso applauso del folto pubblico presente in Riviera e, una volta arrivato, ha ringraziato i suoi compagni di squadra che lo hanno aiutato a realizzare questa importante vittoria. Moser, nipote del grande Francesco, ha confezionato questo successo una volta che si è consumata una fuga a tredici naufragata ad una ventina di chilometri dalla conclusione.

Lo scatto decisivo a otto chilometri. Hanno tentato di raggiungerlo Paolo Totò e Matteo Busato, quest’ultimo portacolori della Willer. Ma una nota merita anche il quarto posto di Nicola Baglioli, della Vino Fantini, che senz’altro è stato tra i migliori combattenti della giornata. E ora le interviste di rito ad iniziare da quella al vincitore: "Avevo studiato il percorso e mi ero accorto che gli ultimi dieci chilometri erano adatti alle mie caratteristiche. Ho attaccato, ho visto che il vantaggio aumentava, e alla fine mi sono goduto l’ultimo chilometro".

Tra l’altro oggi Moser, che corre per l’Astana, era nel club della Nazionale del ct azzurro Cassani contento della prova dei suoi ragazzi. Il Laigueglia ha confermato di essere la vera classica d’apertura come ha sottolineato, non senza un pizzico di nostalgia, il patron Adriano Amici: "Si, ma il ciclismo è cambiato. Una volta, quando il calendario era meno intasato, potevi avere le migliori squadre internazionali. Oggi si corre in tutto il mondo ed avere i big è impresa difficile°

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