Tomatis alla guida dell’Albenga forse non da solo

Gli scenari attualmente plausibili sono tre.

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A capire i misteri che circondano l’Albenga ci vorrebbe uno come il Tenente Colombo, capace di arrivare alla soluzione attraverso dei piccoli particolari, a volte insignificanti per la maggioranza delle persone. Ed i piccoli particolari che, grazie a competenti fonti di natura “sportiva” sono attendibili da tanti anni, portano a pensare di essere vicini alla soluzione del caso relativo al futuro del team bianconero.

Diciamo che gli scenari attualmente sono tre (ed a ciascuno di esso abbiamo messo accanto una percentuale):

1) il presidente Tomatis conferma di voler rimanere alla guida della società, potenziando il settore pubbliche relazioni e sponsorizzazioni in modo da avviare un programma che porti spesso, anche con i lavori allo stadio, la squadra in categorie onorevoli (45%)

2) il presidente Tomatis viene affiancato da un imprenditore non della zona ma profondo esperto del calcio dilettantistico e della Lega Pro (30%)

3) il presidente Tomatis viene nominato presidente onorario e lascia la guida ad imprenditori della zona (quelli che da circa una quarantina d’anni pensano se sia opportuno o no entrare…) (25%)

Di sicuro l’Albenga continuerà la sua avventura, con il desiderio di costruire una squadra competitiva.

Una riflessione per chiudere: secondo uno studio della Lega Pro (che risale ad un paio d’anni) Albenga avrebbe tutte le caratteristiche per militare proprio nella terza serie nazionale. L’indotto (bellezze artistiche, spiaggia, campeggi, possibile riserva marina alla Gallinara) è considerato importante, molto di più di altre città.

Possibile che non si riesca, con la volontà di tutti, a costruire una società che possa arrivare dove sono approdate città con meno indotto e meno industrie?

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